Statistiche sul poker on line in Italia

La pandemia fa esplodere le sale da gioco virtuali: giro d’affari sale a 2mila miliardi di dollari

Nell’anno della pandemia in Europa c’è stato qualcuno che ha fatto festa: i gestori delle sale gioco virtuali, che hanno avuto ricavi da record. Soprattutto nel settore del poker italiano, si sono sfiorate cifre pari ai duemila milioni di dollari. Un successo strepitoso, che fa pensare a un incremento che in prospettiva potrebbe raggiungere il livello di 1,2 miliardi di dollari utilizzati per sfidate la sorte a carte, mentre si sta seduti comodamente sul divano di casa.

Dall’Europa all’Italia il passo è breve

Se i dati europei sono così positivi per il settore, viene da chiedersi quale sia la situazione in Italia. Ebbene, anche da noi il 2021 è stato considerato un anno da incorniciare. Nonostante la pandemia, che ha tenuto abbassate le saracinesche di sale gioco e centri per le scommesse nel periodo tra l’ottobre 2020 e il giugno 2021, gli italiani sono riusciti lo stesso a spendere 107,5 miliardi di euro. Una cifra spropositata, che testimonia il loro assoluto interesse per il settore. Secondo i dati diffusi dal quotidiano Avvenire, si tratta di un balzo in avanti che era davvero difficile da prevedere. Ma in fondo non c’è da stupirsi. Nel secondo semestre dello scorso anno i tornei di poker sono stati in crescita con un margine di guadagno per le poker room che in ottobre è stato pari 8,5 milioni di euro. Circa l’8 per cento in più rispetto a dodici mesi prima, quando già si era registrato un incremento pari al 34,5 per cento. In generale si può ricordare che negli ultimi due anni, da ottobre 2019 in poi, tornei e cash game hanno premiato il mondo del poker, anche se il resto dell’economia batteva la fiacca.

Un po’ di storia non guasta

Anche nella forma virtuale, il gioco del poker si è confermato appassionante per gli italiani, come del resto per i giocatori del resto del mondo. Perché anche Francia, Spagna e Portogallo hanno fatto registrare dati ugualmente positivi. Chi volesse ripercorrere velocemente le tappe di questo boom, deve guardare indietro al 2011, quando si è registrato il piccolo di successo del poker online con 455 milioni di ricavi. Un segnale positivo, smentito in realtà negli anni successivi, che hanno visto il settore in ambasce, vittima di una battuta d’arresto. La vera ripresa è arrivata con il 2019, quando sono stati registrati 110,5 miliardi di incassi. Un balzo in avanti incoraggiante, che è stato seguito poi dalla pandemia e dal ribaltamento di prospettiva che la vita di tutti ha subito. Solo che per il poker on line, si è trattato di un ribaltamento oltremodo vantaggioso.

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Pregi e difetti del fenomeno del gioco on line

Secondo gli esperti di settore, il poker on line ha davanti a sé un futuro roseo, anche se qualcuno sostiene che non ci potranno essere nuovi successi dello stesso tenore, per via del fatto che l’Italia è un sistema chiuso in questo settore. Significa che i giocatori spesso si spostano all’estero, dal momento che preferiscono mettersi alla prova in un mercato più allargato, che garantisce anche una liquidità superiore. Sul fronte opposto, va segnalato che il mercato chiuso e i sistemi di regolamentazione che caratterizzano questo settore in Italia, sono anche positivi perché garantiscono maggiore sicurezza. A far giocare a cuor leggero gli italiani sulle piattaforme di casa, sono diversi elementi. Anzitutto il fatto che le piattaforme debbano avere una licenza AAMS (ADM), che garantisce da un lato la privacy dell’utente e dall’altro sovrintende alla sua sicurezza, visto che ci sono una serie di regole da rispettare in modo ferreo.

La sicurezza garantita dalla tecnologia

Nell’ambiente italiano, ad esempio, esistono sistemi di crittografia che impediscono la trasmissione di informazioni sensibili e quindi anche a livello informatico consentono ai giocatori di correre meno rischi. Parliamo degli SSL i “Secure Sockets Layer” e degli RNG, Random Number Generation, sistemi di sicurezza e algoritmi che tengono alla larga gli hackers. Con le piattaforme riconosciute dal governo, i giocatori possono sentirsi al sicuro nelle transazioni e durante le partite e possono anche approfittare di forme di pagamento virtuale, dai Bitcoin a PayPal, che rappresentano un incentivo interessante, soprattutto per coloro che appartengono alle nuove generazioni più tecnologiche. Anche se secondo ricerche recenti non sono solo i giovani ad interessarsi ad Internet. Anche in Italia nei primi mesi del 2021 sono stati registrati 54,8 milioni di utenti attivi, che spendono in media 46 ore al mese in Rete. Spesso sono sui social, ma non solo. Anche il gioco contribuisce a questo tempo virtuale, mentre il fanalino di coda resta purtroppo il settore dell’informazione.

 

I dati sono aggiornati al 2021-2022