
Più di 7,3 milioni di persone in 12 anni. Ma non è emergenza e non peserà sul voto
Il 20 dicembre in Spagna si tengono le elezioni politiche che potrebbero vedere Podemos, il partito di sinistra, raggiungere un risultato a doppia cifra.
Come finiranno le elezioni spagnole
E, anche se i sondaggi non lo danno più secondo partito del Paese, si tratterebbe comunque di un’affermazione importante anche perché in Spagna partiti come l’italiana Lega Nord o la francese Front National hanno molto meno seguito. A prima vista è strano perché il fenomeno dell’immigrazione, l’argomento principe nelle campagne elettorali dei partiti di destra, è, in Spagna, molto più accentuato che altrove in Europa.
Nel grafico è indicata la quota, in migliaia di unità, di immigrati che sono arrivati in Spagna tra il 2002 e il 2014. Complessivamente la Spagna ha accolto, durante questo periodo, 7,3 milioni di persone e, contemporaneamente, ha visto lasciare il Paese 4,3 milioni di persone.
La Spagna è il secondo Paese tra quelli Ocse, per numero di immigrati dopo solo gli Stati Uniti. Il fenomeno migratorio ha riguardato principalmente i primi 10 anni del 2000 con un picco nel 2007 e un lento calo negli anni della crisi economica (la Spagna è stata anche commissariata dalla Troika). Nel 2000 il 2% della popolazione era immigrata e la percentuale è arrivata al 12% nel 2011 Tra il 2013 e il 2014 il fenomeno si è ridotto, ma si tratta comunque di circa 300mila persone.
I dati si riferiscono al: 2002-2014
Fonte Instituto Nacional e Estadistica
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