Sovraffollamento delle carceri, il record è a Grosseto

In 16 istituti c’è il 50% di detenuti di troppo. In 57 il 25%. Dov’è vera emergenza

Il sovraffollamento delle carceri in Italia è un problema ormai assodato. Ma è possibile quantificarlo? Un’emergenza che si aggrava ulteriormente in questi giorni, in cui l’ennesimo episodio di maltrattamento di detenuti, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, riporta in primo piano il tema delle condizioni dei carcerati. I 20 poliziotti accusati di maltrattamento potrebbero essere liberati in questi giorni. Ecco perchè il sovraffollamento delle carceri, la formazione dei guardie, il sotto-finanziamento delle voci di bilancio dedicati alle prigioni italiane e la carenza di personale sono tutti fattori legati alla sicurezza e all’assistenza sanitaria e psicologica dei detenuti.

Il sovraffollamento delle carceri in Italia

Ma soprattutto il tema del sovraffollamento delle carceri. Che da sempre rappresenta uno dei tanti vulnus del nostro sistema giudiziario. In Italia secondo i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati a fine maggio, vi sono 53.660 detenuti, a fronte di una capienza complessiva di 50.780. Vi è il 5,7% in più di persone rispetto a quante gli istituti potrebbero contenerne.

Il sovraffollamento delle carceri sta migliorando

In realtà rispetto al 2020 e al 2019 sembra esserci un miglioramento. Prendendo i dati dell’associazione Antigone, che si riferiscono al febbraio l’anno scorso, prima del Covid i detenuti erano 61.230, rispetto a una capienza di 50.931, mentre nello stesso periodo del 2019 erano 60.439, su un numero di posti disponibili molto simili.

I provvedimenti presi da molti giudici di sorveglianza durante la pandemia per alleggerire le carceri nell’ultimo anno e mezzo e diminuire il pericolo di contagio hanno fatto calare il numero di carcerati, che rimangono però più di quanti erano nel 2015, in seguito alle leggi varate nel frattempo sulla liberazione anticipata speciale, su nuovi limiti all’applicazione della custodia cautelare, sulla distinzione tra droghe leggere e pesanti.

sovraffollamento carceri

Le carceri che ospitano troppi detenuti

E nonostante il Covid sono ancora molto di più che nel 2006, quando per l’indulto i detenuti scesero sotto i 40 mila. Dopo allora vi fu un’impennata che li portò a quasi 68 mila, nel 2010. E a fronte di un andamento altalenante dei carcerati, aumentati o diminuiti in seguito al cambiare delle leggi e per l’aumento della durata media delle pene, come accaduto negli ultimi anni, non vi è stato un adeguamento parallelo delle strutture, che soffrono di un sotto-finanziamento cronico, né del personale.

Quali sono le carceri migliori

Ma soprattutto, ed è questo il dato forse più decisivo, vi è una enorme variabilità tra istituto e istituto. A fianco di quelli in cui sono costretti ad ammassarsi un numero quasi doppio di detenuti rispetto a quelli che le celle potrebbero accogliere ve ne sono alcuni semi-vuoti. Di fronte a questo le medie nazionali di sovraffollamento perdono molto del loro significato.

Il triste record di Grosseto

Infatti quest’anno a fronte di un sovraffollamento nelle carceri del 5,7% vi è un numero enorme di prigioni in cui si raggiungono livelli anche di 10 volte maggiori. Il record è quello del piccolo istituto penitenziario di Grosseto, dove vi sarebbe posto per 15 persone, ma sono in 30, il doppio. Affollatissimo anche il carcere di Brescia Fischione, dove vi sono 361 detenuti, il 91% in più rispetto alla capienza di 189, o quello di Brindisi, con 205 carcerati, il 79,8% in più dei 114 che ci potrebbero stare. In media sono ben 16 gli istituti in cui il sovraffollamento è del 50% o più, e non c’è una particolare preponderanza regionale. Si va dal carcere di Como a quello di Crotone

Le carceri che non hanno sovraffollamento

In valore assoluto il carcere in cui vi sono più detenuti in sovrannumero è quello di Napoli, il più grande d’Italia. A Poggio Reale ci sono 553 persone di troppo, dovrebbero esserne alloggiate 1.571, ma sono 2.124. In queste condizioni non è solo maggiore il pericolo di contagio in caso di pandemia, ma diventa anche molto più difficile l’attività di riabilitazione del detenuto, o la privacy, elemento fondamentale della dignità personale.

Ci sono anche carceri vuoti

Vi sono però anche carceri quasi vuoti. Quelli in cui i detenuti sono meno della capienza teorica sono una minoranza, 74 su 189, ma esistono. Un esempio estremo è quello di Alba, dove ci sono solo 13 persone sulle 142 che vi starebbero, o du Arezzo, in cui risiedono in 25, molto pochi rispetto ai 103 che potrebbe accoglierne. L’ideale sarebbe poter trasferire i carcerati da un istituto all’altro, se compatibile con il tipo di condanna ricevuta. Forse più facile a dirsi che a farsi.

I dati si riferiscono al: 2021

Fonte: Ministero della Giustizia

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