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 In Soldi

Nella regione sono il 17% rispetta i termini. I più affidabili sono a Nord-Est

Cresce il numero di aziende che pagano in ritardo. Non arrivano buone notizie per i fornitori di bene e servizi alle imprese. Dai dati dell’osservatorio sui ritardi nei pagamenti di Cribis, azienda che fornisce servizi per la gestione del credito. aggiornati al 30 settembre i ritardatari sono aumentati ovunque, anche al Nord. Anche se le variazioni più  consistenti sono state in Valle d’Aosta (+2,7 punti percentuali nei ritardi nei pagamenti), Calabria (+1,9) e Sardegna (+0,9).

Le peggiori nei ritardi nei pagamenti

La regione in cui le aziende sono meno puntuali è la Sicilia, dove solo il 17,3% delle imprese paga nei termini pattuiti, come si vede nel grafico in alto. Ma quella in cui si rischia di più di imbattersi in un’azienda ritardataria oltre i 30 giorni è la Calabria. Qui il 22,8% delle imprese supera la fatidica soglia. In Italia, osserva Cribis, le imprese che saldano i propri pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni sono l’11,5% (era l’11,3% nel settembre 2018), mentre sono più di un terzo (34,9%) quelle che rispettano i termini pattuiti, seppure in diminuzione rispetto a settembre dello scorso anno (36,3).

Le province più ritardatarie

Le province peggiori tutte siciliane: in particolare – secondo Cribis– i ritardatari sono nelle zone di Caltanissetta, Palermo ed Enna. E le più virtuose? Sono tutte lombarde e sono Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco. Sempre a settembre, però, si nota un incremento dei pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni anche in Sicilia, Basilicata e Veneto (+0,5%), dove il 7,2% delle imprese adempie ai propri obblighi economici verso i fornitori oltre un mese dopo la scadenza pattuita. In Piemonte questa percentuale è aumentata di appena 0,4 punti (9,1% delle aziende) così come in Friuli-Venezia Giulia (8,7%). Rispetto allo scorso anno la situazione è sostanzialmente stabile in Lombardia (7% delle aziende con ritardi superiori a 30 giorni), Toscana (11,7%), Lazio (16,2%) e Campania, dove i ritardi gravi sono passati dal 20,1% al 20,2.

In generale, però, le micro imprese confermano una performance positiva nella classe di pagamento alla scadenza
(anche se in calo) con una concentrazione del 35,9%, ma registrano anche la maggiore quota di ritardi gravi (12,6%). Parlando invece dei settori i più puntuali sono, invece, i servizi finanziari (46%), mentre nel commercio al dettaglio i pagamenti alla scadenza interessano solo il 25,4% delle imprese.

I dati si riferiscono al: 2019 

Fonte: Cribis 

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