Edizione 2026 con 99 Paesi; alle spalle macchina da 73,4 milioni e 127 dipendenti
La Biennale di Venezia riapre il 9 maggio, ma la prima opera a far discutere non è appesa a una parete: è la lista dei Paesi partecipanti. La decisione di riammettere la Russia tra i 99 Paesi partecipanti ha acceso una tensione che va ben oltre l’arte: Bruxelles valuta lo stop ai finanziamenti, mentre la giuria internazionale ha fissato una linea netta: niente premi a Paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale. Pochi giorni prima dell’apertura, però, la stessa giuria si è dimessa, aggiungendo un altro strappo a un’edizione già carica di tensioni. Risultato: Russia e Israele restano in mostra, ma vengono esclusi dalla corsa ai riconoscimenti. E giù polemiche.
Sullo sfondo, si muove anche il confronto politico interno: il ministro della Cultura Alessandro Giuli prende posizione, mentre la Fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco difende l’autonomia dell’istituzione e prova a tenere il punto. Risultato: l’evento simbolo dell’arte contemporanea si ritrova ancora una volta al centro di una partita che somiglia più a un dossier geopolitico che a una mostra. Ma che cos’è davvero la Biennale di Venezia e, soprattutto, quanto vale — in numeri — una macchina culturale capace di attirare Paesi, politica e milioni di visitatori?
Che cos’è la Biennale di Venezia
Quanti Paesi partecipano alla Biennale
La geografia della Biennale dice già molto della sua scala. Le Partecipazioni Nazionali diventano 99, una in meno rispetto alle 100 annunciate, dopo l’uscita di scena dell’Iran. Accanto ai padiglioni nazionali ci saranno 31 Eventi Collaterali e 7 Paesi al debutto — Guinea, Guinea Equatoriale, Nauru, Qatar, Sierra Leone, Somalia e Vietnam — mentre El Salvador farà un passo in più, partecipando per la prima volta con un proprio padiglione.
Quanti artisti, Paesi e visitatori muove la Biennale
Per capire il peso reale della Biennale, basta guardare alla precedente edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte. La mostra aveva riunito 331 artisti nella sezione internazionale, affiancati da 2 Progetti Speciali: il Padiglione delle Arti Applicate, realizzato con il Victoria and Albert Museum di Londra e dedicato a Beatriz Milhazes, e l’intervento a Forte Marghera, nella polveriera austriaca, con la mostra di Nedda Guidi. Accanto alla mostra principale si sono svolti anche 4 Meetings on Art, mentre la dimensione geopolitica della manifestazione è emersa nelle 86 Partecipazioni Nazionali: 30 nei padiglioni storici dei Giardini, 23 all’Arsenale, compresa l’Italia, e 33 nel centro storico di Venezia. Quattro Paesi hanno partecipato per la prima volta — Benin, Etiopia, Tanzania e Timor Est — mentre Panama e Senegal hanno debuttato con un proprio padiglione autonomo. A completare il quadro, 30 eventi collaterali distribuiti in città.
Anche il pubblico racconta la scala della manifestazione. Dopo la 31ª settimana di apertura, la Biennale Arte aveva raggiunto 699.304 visitatori, a cui si sono aggiunte 27.966 presenze registrate durante la pre-apertura. La media giornaliera è stata di 3.321 visitatori per giornata di apertura. Particolarmente rilevante il dato sui giovani: gli under 26 e gli studenti sono stati più di 190 mila, pari al 30% del pubblico totale. I visitatori organizzati in gruppo hanno rappresentato il 18% del pubblico complessivo, con 94.035 presenze; di queste, circa il 69% era composto da gruppi di studenti o universitari.
Quanti soldi muove la Biennale di Venezia
Per capire la Biennale bisogna uscire dall’immagine della mostra e guardare alla macchina che la rende possibile. Nel 2024 la Fondazione ha registrato un valore della produzione di 73,4 milioni di euro, poco sopra i 72,7 milioni del 2022, anno comparabile perché dedicato alla Biennale Arte. Il confronto con il 2023, anno della Mostra di Architettura, è meno omogeneo ma rende bene la differenza di scala: allora il valore della produzione era di 57,2 milioni. L’aumento tra i due anni di Arte, spiega il bilancio, arriva quasi interamente dai ricavi propri: biglietteria, sponsorizzazioni e altri ricavi privati, mentre la contribuzione pubblica è rimasta pressoché invariata.
Anche i costi raccontano la dimensione dell’apparato. Nel 2024 la Biennale ha sostenuto 63,8 milioni di euro di costi, circa 10 milioni in più rispetto ai 54,7 milioni del 2023. Non si tratta solo di “appendere opere”: dentro questa cifra ci sono allestimenti, servizi, personale, logistica, festival, archivio e attività distribuite lungo l’anno. Una parte dei costi per gli allestimenti artistici è stata coperta da contributi privati per 2,7 milioni di euro. La solidità della macchina emerge anche dalla liquidità: al 31 dicembre 2024 la Fondazione aveva una cassa di 36,1 milioni di euro, oltre a 29,3 milioni sul conto dedicato ai fondi PNC-PNRR. la Biennale non è solo un evento culturale da calendario: è un’infrastruttura permanente che muove decine di milioni di euro per produrre mostre, festival, ricerca, archivio e servizi al pubblico.
Quante persone lavorano per la Biennale di Venezia
Dietro la Biennale c’è una struttura molto più stabile di quanto lasci immaginare l’idea di “grande evento”. La Biennale non è solo una mostra che apre e chiude, ma un’organizzazione permanente, con personale stabile, assunzioni stagionali, servizi dedicati e una struttura interna capace di reggere esposizioni, festival, archivio, ricerca e investimenti culturali.
Come si vede anche dal grafico, nel 2024 la Fondazione conta 127 dipendenti a tempo indeterminato, 10 in più rispetto ai 117 del 2023, a cui si aggiungono – nel corso dell’anno – 86 lavoratori a tempo determinato. Il costo del personale dipendente arriva a 9,66 milioni di euro: 8,02 milioni per il tempo indeterminato e 1,64 milioni per il tempo determinato. A questi si sommano altre forme di lavoro stagionale e autonomo, che portano il costo complessivo del lavoro a 10,44 milioni. L’incidenza sul valore della produzione resta però contenuta al 13,16%, in linea con il 2022, altro anno di Biennale Arte.

Quante scuole e università coinvolge la Biennale
L’impatto della Biennale non si misura solo nei biglietti staccati, ma anche nella sua capacità di diventare un grande laboratorio culturale. Nell’edizione precedente, le attività educational e le visite guidate hanno coinvolto 80.613 partecipanti, distribuiti in 4.704 gruppi, con una crescita dell’1,5% rispetto al 2022. Quasi 40 mila giovani e studenti hanno preso parte ai percorsi educativi, insieme a 5.941 insegnanti nelle sedi espositive e altri 2.199 docenti nelle preview dedicate. Le scuole coinvolte sono state 1.096: dalla scuola dell’infanzia alle superiori, con un aumento del 20% delle primarie e una forte presenza internazionale, visto che il 35% degli istituti arrivava dall’estero. A questo si aggiunge la macchina organizzativa dei trasporti dedicati: il Biennale BUS ha accompagnato 12.110 studenti, mentre il Biennale Vap ne ha trasportati 30.346, in crescita del 29% sul 2022.
La dimensione formativa si allarga poi all’università. Con il progetto Biennale Sessions hanno partecipato 76 atenei, di cui 31 italiani e 45 stranieri, provenienti da 21 Paesi e da 5 continenti: il numero più alto mai registrato per la Biennale Arte. Gli studenti coinvolti sono stati 3 mila e le università hanno organizzato 42 seminari negli spazi della Biennale. Anche l’accessibilità ha avuto un ruolo rilevante: il Progetto Categorie Fragili, legato alla Biennale Accessibile, ha raggiunto 2.689 partecipanti in 171 gruppi, segnando un aumento del 67% rispetto al 2022. In altre parole, la Biennale non è solo una vetrina per addetti ai lavori: è un’infrastruttura culturale che porta dentro l’arte scuole, università, famiglie, visitatori stranieri e pubblici spesso esclusi dai grandi circuiti espositivi.
Come la Biennale seleziona i giovani artisti
La Biennale non lavora solo sul pubblico che entra in mostra, ma anche sulla formazione di chi l’arte, il cinema, la danza, il teatro, la musica e l’architettura prova a farli diventare un mestiere. Nel 2024 il programma Biennale College ha attivato 25 bandi nazionali e internazionali, raccogliendo 2.699 candidature da 102 Paesi. Alla fine, i partecipanti selezionati sono stati 159, provenienti da 27 Paesi: meno di uno su 17.
Dentro questi numeri c’è una macchina molto articolata, che attraversa tutti i settori della Fondazione: 334 candidature per il Cinema, 436 per la Danza tra coreografi e danzatori, 575 per il Teatro, 407 per la Musica, 193 per l’Architettura, 79 per i percorsi legati all’Archivio Storico e 341 per i bandi interni rivolti agli studenti universitari. Non è quindi solo una vetrina espositiva: la Biennale funziona anche come una piattaforma di selezione, formazione e produzione culturale, capace di intercettare giovani talenti in tutto il mondo e di trasformare la manifestazione in un laboratorio permanente, molto prima e molto dopo l’apertura al pubblico.
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Fonti: La Biennale di Venezia; Fondazione La Biennale di Venezia, Bilancio d’esercizio 2024
Anni di riferimento: 2024 e 2026
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