I ricercatori universitari prendono il posto del Prof

Al palo il numero dei docenti. Aumentano solo ricercatori e associati

In Università crescer il ruolo dei ricercatori universitari. Partiamo dal dato più evidente: il crollo del personale docente nelle Università italiane. La brusca inversione di marcia è avvenuta nel 2008, dopo anni di crescita continua e ininterrotta, e pare che ancora non si sia toccato il fondo. Oggi negli  atenei italiani ci sono  50.354 docenti in cattedra, meno rispetto al 1999, quando il personale di ruolo ammontava a 50.501 unità.

Meno professori, più ricercatori universitari

I numeri elaborati dal Miur raccontano però anche un’altra storia: quella dei ricercatori universitari e degli associati.

ricercatori universitari

Se non ci fossero loro, il quadro complessivo sarebbe ancora più preoccupante. Queste figure infatti sono in aumento, o comunque tengono bene, e il loro numero compensa in parte l’andamento a campana del grafico.

L’analisi del declino delle Università italiane

Nel sistema universitario italiano, si distinguono diversi ruoli accademici. Ci sono i professori ordinari (in gergo: professori di prima fascia) che entrano per concorso: erano quasi ventimila (19.843) nel 2006, poi in dieci anni il numero è passato a 12.878, circa 7mila in meno. Poi ci sono gli associati, o professori di seconda fascia: erano 19.086 nel 2006 e da allora c’è stato un lieve calo, fino alla ripresa cominciata due anni fa (oggi infatti ce ne sono 20.043 in cattedra). Infine i ricercatori: il picco si registra nel 2008 (25.583 unità), poi il numero scende ma sostanzialmente tiene.

I dati si riferiscono al: 1997-2015
Fonte: Miur

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