Nel 2023 sono state 379mila, record. Stranieri a 5,3 milioni: +3,2% in un anno
La popolazione residente in Italia è calata di 7mila unità nel 2023. Ottima notizia, vero? Invece è drammatica perché questo dato di sostanziale stabilità, è stato raggiunto solo grazie al saldo migratorio, cioè dalla differenza tra gli italiani che vanno via dall’Italia e dagli stranieri che fanno ingresso nel Paese. Per il resto i numeri sono davvero drammatici.
La popolazione residente in ogni Regione
L’Istat, infatti, ha diffuso i numeri della popolazione italiana l’anno scorso dai quali emerge il “solito” dato preoccupante, e cioè che in Italia si fanno 1,2 figli per donna (era 1,24 nel 2022), come la Spagna e poco meno della Cina (1,3) e dato che, come si sa, sotto a 2,1 figli per donna la popolazione cala, far nascere 1,2 figli è qualche cosa che ci proietta verso l’estinzione. Ovviamente non succederà o, meglio, non succede solo grazie al saldo migratorio, come abbiamo detto.
Ma sono ben altri i numeri Istat che fanno tremare le vene ai polsi. Per esempio il fatto che si fanno meno figli perché ci sono meno donne in età fertile: nel 2004 erano 13,8 milioni, all’inizio0 del 2024 sono solo 11,5 milioni. Ne deriva che i nati in Italia nel 2023 sono stati solo 379mila, con un tasso di natalità pari al 6,4 per mille (era 6,7 per mille nel 2022). Si tratta del 3,6% di nascite in meno rispetto al 2022 pari a 14mila figli in meno. Il 2008 è stato ultimo anno in cui si è verificato un aumento delle nascite e da allora il crollo è stato verticale: meno 197mila figli pari a un meno 34,2% tra, appunto, il 2008 e il 2023.
In Italia 58,9 milioni di residenti, in lieve calo
Complessivamente le persone residenti in Italia sono, quindi, 58 milioni 990mila unità (dati provvisori) ma ci sono variazioni diverse a seconda delle aree del Paese: nel Mezzogiorno la variazione è negativa del -4,1 per mille; al Nord è cresciuta del 2,7 per mille mentre è stabile, +0,1 per mille, nel Centro Italia.

Se questi sono i numeri, vediamo allora dove vivono gli italiani e lo facciamo con due infografiche. Quella in testa all’articolo mostra la popolazione residente in Italia nelle Regioni e, come si vede, la Lombardia si conferma la Regione con più residenti pari, al primo gennaio del 2024, a poco più di 10 milioni di abitanti. In seconda posizione c’è il Lazio con 5 milioni e 720mila persone tallonata dalla Campania con 5 milioni 590 persone. A parte la Val d’Aosta, dove i residenti sono appena 123mila e concentrati in una sola provincia, la Regione con meno residenti resta il Molise con 289.400 persone. La popolazione è in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige (+4,6 per mille), in Lombardia (+4,4 per mille) e in Emilia-Romagna (+4,0 per mille). Le regioni, invece, in cui si è persa più popolazione sono la Basilicata (-7,4 per mille) e la Sardegna (-5,3 per mille).
Che cosa significa? Significa che contrariamente a quanto eravamo abituati, sono le zone ricche del Paese quelle nelle quali si fanno più figli. Il tradizionale primato di Regione più prolifica d’Italia che per decenni è stato della Campania e comunque delle Regioni meridionali, è passato al Nord, alle Regioni con il Pil pro capite maggiore, dove le occasioni di lavoro sono più numerose e anche dove i servizi alla famiglie sono più efficienti e capillari.
La popolazione residente in tutte le province
Ma se si vanno a vedere quali sono i capoluoghi di provincia con più abitanti in testa non c’è Milano ma Roma con i suoi 4 milioni 230mila residenti seguita da Milano con 3 milioni 247mila persone e da Napoli con 2 milioni 967mila residenti. Nel grafico sotto sono mostrati tutti i numeri ufficiali dell’Istat
Popolazione residente vstraniere
Ma torniamo per un momento al saldo generale. Come abbiamo detto il saldo totale è di -7mila unità e che è stato raggiunto solo grazie all’immigrazione di persone straniere. Guardiamo meglio i numeri. Secondo l’Istat la popolazione residente di cittadinanza straniera al primo gennaio 2024 è di 5 milioni e 308mila unità, in aumento di 166mila individui (+3,2%) sull’anno precedente. L’incidenza sulla popolazione totale tocca il 9%. Il 58,6% degli stranieri, pari a 3 milioni 109mila unità, risiede al Nord, per un’incidenza dell’11,3%. Altrettanto attrattivo per gli stranieri è il Centro, dove risiedono un milione 301mila individui (24,5% del totale) con un’incidenza dell’11,1%. Più contenuta la presenza di residenti stranieri nel Mezzogiorno, 897mila unità (16,9%), che raggiunge un’incidenza appena del 4,5%.
La popolazione residente di cittadinanza italiana
Prosegue, invece, la riduzione della popolazione di cittadinanza italiana che è pari a 53 milioni 682mila unità, 174mila in meno rispetto al primo gennaio 2024 rispetto al primo gennaio 2023 per una variazione pari al -3,2 per mille. In relazione alle diverse dinamiche demografiche che distinguono il Centro-nord dal Mezzogiorno, in termini di nascite, decessi e trasferimenti di residenza, tale variazione si concentra nel Mezzogiorno, ben 126mila italiani residenti in meno (-6,6 per mille). Nel frattempo, sfiora le 200mila unità il numero di cittadini stranieri che nel 2023 hanno acquisito la cittadinanza italiana, dato in linea con l’anno precedente (214mila), pur se in parziale calo.
I dati si riferiscono al: 2023
Fonte: Istat
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