Pier Silvio Berlusconi continua a guardare con attenzione al mercato francese dei media, dove una possibile revisione delle norme potrebbe sbloccare operazioni di fusione e acquisizione finora rimaste congelate. Al centro dell’interesse c’è M6, uno dei principali broadcaster privati d’Oltralpe, già in passato nel radar di MFE – MediaForEurope.
Il tema è tornato d’attualità dopo che M6 e il suo azionista di minoranza CMA CGM hanno rilanciato la richiesta di una riforma delle regole sui media, considerate ormai inadatte a un settore che deve competere con le grandi piattaforme globali dello streaming. Un contesto che si inserisce in una strategia più ampia di crescita europea portata avanti da MFE, come dimostrano le recenti operazioni concluse dal gruppo nel corso del 2025 in Germania e in Portogallo.

In questo contesto si colloca anche la recente visita di Pier Silvio Berlusconi a Monaco, riportata da La Repubblica, durante la quale ha incontrato i dipendenti di ProSiebenSat.1, ribadendo la visione di un broadcaster europeo integrato e competitivo: “Devo dirvi che sono molto felice di essere qui in ProSieben. È un vero onore per me essere qui con voi. Sono anni che crediamo nel progetto di un nostro broadcaster europeo. Continuiamo a pensare che sia una grande opportunità di sviluppo, partendo dalla televisione, che è il nostro core business, ma guardando anche a tutte le altre piattaforme e tecnologie”.
Il quadro normativo che frena le operazioni
Le norme francesi sui media si basano su un impianto regolatorio costruito decenni fa per proteggere il pluralismo e limitare la concentrazione proprietaria. In particolare, una disposizione del 2016 prevede il blocco per cinque anni dei cambi di controllo per i broadcaster che ottengono il rinnovo della licenza per il digitale terrestre.
Nel caso di M6, la licenza è stata rinnovata nell’aprile 2023, congelando qualsiasi operazione straordinaria fino al 2028. Una rigidità che ha finora impedito al gruppo di partecipare al consolidamento europeo in atto.
L’emendamento che può cambiare lo scenario
Secondo quanto riportato da Reuters, un emendamento approvato al Senato francese potrebbe ridurre il periodo di congelamento della proprietà da cinque a due anni e attribuire all’autorità di regolazione Arcom la facoltà di autorizzare cambi di controllo anche prima della scadenza.
Se il percorso legislativo dovesse completarsi, la situazione potrebbe sbloccarsi in tempi relativamente rapidi, riaprendo il mercato francese a soggetti esteri e a operazioni di M&A finora impossibili.
M6 torna nel radar di MFE
È in questo contesto che M6 rientra nella strategia di MFE guidata da Pier Silvio Berlusconi. Già nel 2022 il gruppo aveva manifestato interesse per il broadcaster, arrivando a presentare un’offerta non vincolante per la quota detenuta da RTL, poi ritirata a causa delle incertezze legali e antitrust.
Da allora il contesto è cambiato. Il titolo M6 ha perso oltre il 35% in Borsa, riflettendo la crisi del mercato pubblicitario della televisione generalista e la crescente pressione competitiva delle piattaforme di streaming.
Pier Silvio Berlusconi tra prudenza e attesa
Pier Silvio Berlusconi ha ribadito che la Francia rappresenta un’opportunità, ma ha indicato Germania e Portogallo come priorità nel breve periodo. Una linea prudente, che tiene conto delle regole ancora in vigore ma non esclude un ritorno di interesse qualora il quadro normativo evolvesse.
Per MFE, l’ingresso in Francia consentirebbe di rafforzare ulteriormente il progetto di una piattaforma media europea, basata su contenuti condivisi e raccolta pubblicitaria integrata.


