Quasi 1 prodotto su 2 arriva dalla Cina. Il 35% dei falsi riguarda l’elettronica
Scarpe, giocattoli, cosmetici, cellulari, vestiti, sono tutti prodotti che utilizziamo abitualmente, ma a cui dobbiamo prestare la massima attenzione. Perché? Non è difficile che siano dei falsi. Secondo gli ultimi dati dell’Ocse, infatti, il mercato delle merci contraffatte vale 509 miliardi di dollari, pari al 3,3% degli scambi commerciali mondiali. Un importo che non comprende le “imitazioni” prodotte e consumate all’interno di ciascun Paese né la pirateria via Internet.
I principali Paesi di provenienza
Come si vede dal grafico sopra, il 47% delle merce contraffatte proviene dalla Cina. Una cifra che supera il 60% se si considera anche Hong Kong. Insomma, più della metà dei falsi venduti in tutto il mondo è fabbricato dal Dragone.
Gli altri Paesi hanno tutti una fetta di mercato molto bassa che non arriva nemmeno alla doppia cifra. In testa c’è l’India, al 3,4%, e subito dopo gli Emirati Arabi Uniti (3%). Come si vede nella seconda scheda del grafico, i falsi prodotti da questi due Stati hanno un valore complessivo che nel 2016 ha superato i 30 miliardi di dollari.
Le rotte delle merci contraffatte
Il mercato globale delle merci contraffatte è aumentato tra il 2013 e il 2016, passando da 461 miliardi di dollari a 509. Una crescita considerevole, sottolinea l’Ocse, se si considera che nello stesso periodo di crisi economica gli scambi commerciali di prodotti autentici sono rallentati ovunque.
Come vengono elusi i controlli alla dogana? Seguendo rotte commerciali complesse, spiega l’Ocse, e sfruttando abusivamente una serie di punti intermedi di transito, considerati delle vere e proprie zone franche. Negli ultimi anni è cresciuto anche il ricorso alle piccole spedizioni per il commercio di prodotti contraffatti, effettuate tramite corriere espresso o per posta. Il motivo è che le possibilità di essere scoperti sono ridotte al minimo e c’è meno rischio di incorrere in sanzioni.
Le aziende che più risentono del mercato dei falsi sono quelle dei Paesi Ocse (soprattutto Stati Uniti, Francia, Italia, Svizzera, Germania, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito). Ma anche economie ad alto reddito come Singapore e la stessa Hong Kong (Cina), iniziano a diventare bersaglio di questi fenomeni.
Quali sono i prodotti più imitati
Il grafico sotto mostra quali sono i settori più colpiti dalla contraffazione e dalla pirateria. In prima posizione c’è l’elettronica: da sola copre il 35% di tutti i falsi prodotti nel mondo. In questa categoria rientrano diversi tipi di prodotti, dagli smartphone che usiamo tutti i giorni ai televisori, fino alla componentistica interna dei computer e ai cavi.
Una buona fetta di mercato (12,6%) è dominata dai gioielli, cioè la cosiddetta bigiotteria. E qui entriamo nel campo di quelle merci che possono mettere a rischio anche la nostra salute. Uno dei problemi dei falsi è che non ci sono controlli sulle materie prime utilizzate, sull’uso di additivi chimici, sulle procedure di lavorazione. È per questo che talvolta il contatto di questi gioielli con la pelle può provocare irritazioni o reazioni allergiche. Un discorso che vale anche per la maglieria (6,3%), per le calzature e per i cosmetici. Nella classifica rientrano infine prodotti come gli apparati medici e quelli farmaceutici, dove l’assenza di controlli è una minaccia anche per la nostra stessa vita.
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Ocse
Leggi anche: La lotta al falso made in Italy vale 10,8 miliardi di euro
Più tasse sulle sigarette, più contrabbando