Gli aiuti europei alla pesca vanno a Madrid. L’Italia è solo terza, dietro la Francia
Il grafico, mostra, per i primi dieci Paesi dell’Ue che hanno uno sbocco sul mare e ricevono una quota del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il numero di pescherecci, la stazza lorda (un numero convenzionale che esprime, approssimativamente, il volume esterno delle navi), il numero di addetti al settore in ETP (Equivalente a Tempo Pieno), la cifra allocata dall’Unione Europea per il periodo 2014-2020. L’ETP è un’unità di misura della forza lavoro che corrisponde all’attività svolta da un lavoratore a tempo pieno. Per esempio, quattro pescatori stagionali, che lavorano tre mesi all’anno, contano come un ETP, perché la loro attività equivale a quella di un solo pescatore che lavora tutto l’anno. Allo spesso modo, un lavoratore part time vale 0,5 ETP.
Alla Spagna il doppio che all’Italia
La Spagna fa incetta di aiuti europei alla pesca e alla trasformazione del pesce: 1.161.621.000 euro dal 2014 al 2020, provenienti dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Incasserà più dei due Paesi che la seguono nella classifica, messi insieme: Francia (587.980.000 di euro) e Italia (537.263.000).
Il Paese iberico ha la più grande flotta di pescherecci per stazza lorda tra i 28 Paesi dell’Unione Europea e impiega da sola il 27% della forza lavoro dell’Unione Europea dedita alla pesca, il 20,05% di quella dedita all’acquacoltura e il 15,31% di quella dedita alla trasformazione del pescato, per un totale di 56535 ETP.
La distribuzione degli aiuti dipende dalla forza lavoro
L’Italia per numero di pescherecci è seconda solo alla Grecia: 12.698 contro 15.860 e batte la Spagna, che ne ha 9.895, ma per stazza lorda il nostro Paese rappresenta solo il 9,5% del totale europeo. Insomma, abbiamo tante barche, ma sono piccole. I nostri pescatori sono il 17,74% della forza lavoro totale europea nel settore, gli addetti all’acquacoltura il 6,39% e quelli alla trasformazione solo il 4,77%. In totale la forza lavoro italiana nel settore è di 28232 ETP, poco più della metà di quella della Spagna.
Osservando il grafico, sembra che l’ammontare degli aiuti sia direttamente proporzionale alla forza lavoro totale impiegata nel settore. La Polonia, infatti, è quarta in classifica e riceverà 531.219.000 euro, pur avendo solo 832 pescherecci. Il motivo è che ha una forza lavoro di 16676 ETP, quasi tutta nella trasformazione dei prodotti ittici: 15051 ETP, il 13,01% degli addetti al sotto-settore “trasformazione”.
I dati si riferiscono al: 2014
Fonte: registro UE della flotta peschereccia, EUMOFA
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