Lotterie e Beneficenza: come i ricavi vengono utilizzati per la raccolta fondi

La lotteria può essere utilizzata come raccolta fondi? La risposta è positiva, come affermano alcuni degli avvocati più esperti del settore. Si parla infatti di una materia regolarmente disciplinata dalla legge italiana, nella fattispecie dal D.P.R. 26.10.2001 n. 430, all’interno del quale si trovano tutti i riferimenti per questo genere di attività. Non deve sorprendere, considerato il fatto che lo Stato è l’unico ente sul nostro territorio ad avere la possibilità di organizzare una lotteria legale.

Lotterie, ETS e raccolta fondi

Come anticipato, le lotterie organizzate dallo Stato come Million Day possono essere utilizzate per la raccolta fondi. Si tratta infatti di attività rientranti nell’elenco degli ETS, e utilizzabili per motivi di autofinanziamento, anche per beneficenza. L’importante è che vengano rispettati alcuni paletti, come la limitazione della vendita dei biglietti al territorio della provincia, e un importo totale non superiore a 51.645,69 euro. Inoltre, è fondamentale che venga chiarito anzitempo il regolamento della lotteria, che dovrà specificare elementi quali i premi, la quantità e il costo dei biglietti, il luogo e la data di estrazione.

Lotterie e Beneficenza: come i ricavi vengono utilizzati per la raccolta fondi

In secondo luogo, trattandosi di un’attività svolta per beneficenza e senza fini di lucro, la lotteria dovrà rispettare principi quali quelli della correttezza, della trasparenza e della verità. Il regolamento dovrà poi indicare altre informazioni fondamentali, come l’ente o l’organizzazione che riceverà la somma. Naturalmente esistono anche altre norme da rispettare, alcune delle quali molto complesse. Si fa ad esempio riferimento alla materia del trattamento dei dati dei partecipanti, di per sé molto delicata.

Gli aspetti amministrativi e giuridici

Chiunque desideri organizzare un’attività di questo tipo, deve logicamente rispettare una serie di step giuridico-amministrativi essenziali. Per prima cosa, è obbligatorio richiedere e ottenere il benestare dell’Ispettorato Compartimentale dei Monopoli di Stato, e inviare la comunicazione presso gli uffici del Comune e della Prefettura. La lettera da inviare all’Ispettorato Compartimentale dovrà contenere una descrizione approfondita dell’iniziativa, e dovrà essere spedita almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’attività (ovvero la vendita dei tagliandi).

In questo modo, gli enti preposti avranno il tempo per avviare eventuali indagini sull’attività in questione, valutando la sua conformità agli standard di legge (il già citato D.P.R. 26.10.2001 n. 430). Nel caso l’Ispettorato Compartimentale non dovesse comunicare alcunché, l’iniziativa potrà tenersi senza problemi. L’autorizzazione o nulla osta, infatti, in questo settore avviene secondo il meccanismo del silenzio-assenso entro 30 giorni: in altre parole, l’Ispettorato si farà sentire soltanto nel caso dovessero emergere delle inadempienze.

Altre informazioni da conoscere

In caso di cambiamenti inerenti alle modalità dell’attività e ai regolamenti, questi ultimi dovranno essere comunicati per tempo alla Prefettura e all’Ufficio SUAP del Comune di riferimento. Inoltre, si deve essere in grado di far fronte ad altri procedimenti quali il ritiro dei biglietti invenduti, il check della numerazione dei biglietti e l’annullamento dei biglietti eccedenti. Da sottolineare il fatto che l’estrazione dei biglietti dovrà avvenire in presenza di un soggetto incaricato dal Sindaco. Trattandosi di un’attività particolare, dunque, è fondamentale prestare attenzione ad ogni dettaglio possibile, informandosi in modo completo leggendo le norme di riferimento.