
Peggiorato il rapporto contributi/prestazioni dell’istituto di previdenza dei giornalisti
Dal 2010, scrive la Corte dei Conti, la situazione dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, è in disequilibrio.
Il buco dell’Inpgi
Per dimostrarlo i magistrati hanno compilato questa semplice tabella che mostra il “sorpasso” del valore delle prestazioni erogate rispetto ai contributi versati. Questo sorpasso avviene, appunto, nel 2010 ed è pari a 4,1 milioni. Per calcolarlo occorre sommare le pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti) alla voce “relativi ad anni precedenti” e sottrarre il totale al valore dei contributi Ivs. Il risultato è, appunto, uno squilibrio di 4,111 milioni nel 2010.
Negli anni successivi la situazione è peggiorata notevolmente: nel 2011 la differenza tra contributi versati e prestazioni erogate è stata pari a 29,4 milioni; nel 2012 è salita a 42,5; nel 2013 è quasi raddoppiata a 81,5 milioni fino a sfondare il muro dei 100 milioni nel 2014: 102,5 milioni. In sostanza tra il 2008 e il 2014 gli oneri per le pensioni pagate è cresciuto del 38% mentre i contributi versati sono scesi dell’8,09% soprattutto a causa del mancato ingresso nel mondo del lavoro di nuovi giornalisti, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo. Ma a determinare il buco dell’Inpgi sono stati anche da una parte il ricorso ai prepensionamenti e ai contratti di solidarietà e, dall’altra, l’aumento della pensione media erogata che è passata da 56.927 euro l’anno nel 2013 a 57.209 euro nel 2014.
Lo squilibrio, per di più, poteva essere ancora maggiore se le aliquote contributive a carico delle aziende non fossero state ritoccate verso l’alto: mentre infatti l’aliquota a carico dei giornalisti è rimasta stabile tra il 2008 e il 2014 all’8,69%, quella a carico delle imprese è passata dal 20,28 del 2011 al 21,28% del 2012 e 2013 fino al 22,28% del 2014.
I dati si riferiscono al: 2008-2014
Fonte: Corte dei Conti
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