Dimmi che lavoro fai e ti dirò che mazzetta paghi

Dal 21% che si paga nel settore estrattivo al 2% nell’ idrico. In Italia al massimo il 10%

Per il Fondo Monetario Internazionale la corruzione economica mondiale vale almeno 2mila miliardi di dollari l’anno. A questi costi occorrono aggiungere anche quelli “indiretti”, ovvero, una minore efficienza dell’economia nel suo complesso, una minore competizione e una maggiore spesa pubblica.

Il listino prezzi della corruzione economica

Ma non tutta la corruzione è uguale: ogni settore economico ha, infatti, una “sua” tangente. Prendiamo, per esempio, l’industria estrattiva, un settore economico che è profondamente influenzato da scelte politiche. Ebbene: le aziende che lavorano in questo settore pagano mazzette pari al 21% del valore della transazione economica che può essere o una concessione o un appalto.

I dati sono stati elaborati dall’Ocse sulla base dell’analisi di 57 casi di corruzione, i cui processi sono terminati, verificatisi nei Paesi aderenti all’organizzazione fino al giugno del 2014. Un altro settore dove le mazzette imperversano è quello della sanità, un mondo dominato dalla politica: per chiudere un affare si paga una tangente che si aggira intorno al 14%. Molto più contenuta, invece, la bustarella che bisogna pagare se si lavora nel settore delle costruzioni: appena il 4%.

La percentuale di corruzione in Italia

L’Italia, come sostiene Transparency International, sarà anche un dei Paesi del mondo più corrotti del pianeta, ma queste percentuali sono, per noi, inarrivabili. I casi di corruzione scoperti hanno portato alla luce il pagamento di una percentuale che raramente superava il 10% del valore della transazione.

Uno degli ultimi casi di corruzione è quella di Acerra dove un presunto mafioso, quindi assai più “convincente” di un semplice funzionario pubblico, ha chiesto una tangente pari al 5% dell’importo per i lavori di risistemazione di una via di Acerra. In altri casi si arriva anche al 10%. Ad Abano Terme si è arrivati a toccare il 15%.

Corruzione economica, Tangentopoli è niente

La stessa Tangentopoli, che iniziò il 17 febbraio del 1992, prese il via  perché l’ingegnere Mario Chiesa, presidente di un ospizio per anziani e aspirante sindaco di Milano, venne colto in flagranza di reato mentre ritirava una mazzetta di 7 milioni di lire (3.500 euro di oggi) da una ditta di pulizie che aveva vinto un appalto di 140 milioni di lire (70.000 euro circa). Si trattava della prima tranche di una mazzetta che era in tutto pari al 10% del valore dell’appalto. Ma, anche nel caso di Tangentopoli, la percentuale normalmente richiesta agli imprenditori, che spesso avevano vinto regolarmente delle gare d’appalto indette dalle istituzioni pubbliche, non superava il 5%.

I dati si riferiscono al: giugno 2014

Fonte: Ocse

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Riusciamo a truccare anche le gare?

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