Nessuno ha tanti lavoratori sottoutilizzati come l’Italia

Impegnati meno di 30 ore a settimana ma vorrebbero fare di più. Sono il 12,2% del totale

Sono aumentati ovunque con la crisi, ma nessuno tra i Paesi Ocse ha raggiunto i livelli dell’Italia nei sottoccupati. Rappresentavano il 5,6% dei dipendenti nel 2006, nel 2017 – anno dell’ultimo dato disponibile – hanno raggiunto quota 12,2%. Chi sono? I lavoratori impegnati per meno di ore a settimana, perché svolge un lavoro part time  oppure impiegati momentaneamente al di sotto delle ore abituali, che però dichiarano di poter lavorare di più. In altre parole: sono lavoratori sottoutilizzati.

Lavoro part time e sottoccupati

Il fenomeno dei sottoccupati, come rileva uno studio dell’Ocse sul fenomeno, è cresciuto dalla crisi: in generale è aumentato del 27% dal 2006 al 2017. Se si fa, però, la media dei livelli raggiunti in Irlanda, Grecia, Spagna e Italia si ha una media del 141%. In molti paesi la disoccupazione ha raggiunto i livelli più bassi dalla crisi finanziaria, ma è diminuita – come rileva l’Ocse – in modo molto lento. E in alcuni Paesi tutto ciò è avvenuto in modo più marcato degli altri: Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Danimarca e Portogallo. La stessa Ocse, però, rileva anche su questo fenomeno non hanno inciso solo i cicli economici, ma anche fattori più strutturali come il progressivo invecchiamento della popolazione.

Chi sono quelli che hanno un lavoro part time

L’Istat e le altre istituzioni che si occupano di statistica collocano i sottoccupati tra gli occupati. Sono quelli che nella settimana di riferimento della rilevazione sulle forze di lavoro hanno svolto un orario inferiore a quello abituale, oppure sono impiegati part time, anche se sarebbero disposti a lavorare di più. E non si tratta del cosiddetto “lavoretto” part-time. In sostanza, sono quelli che lavorano meno di 30 ore a settimana, ma non per colpa loro.

Il lavoro che (non) c’è

Come si vede nel grafico in alto, dal rapporto dell’Ocse emerge che il Paese con meno sottoccupati tra i membri Ocse è la Repubblica Ceca, con una quota poco sopra l’1%, contro il 9% circa di Francia e Germania. Con il 12%, la Spagna è il secondo peggior Paese dietro all’Italia. Secondo l’Ocse il grosso della sottoccupazione si concentra nel settore dei servizi (12,2% contro l’1,8% del comparto manifatturiero), in particolare la ristorazione e la ricezione (alberghi e alloggiamenti).

Soffrono soprattutto i giovani

Secondo l’Ocse in Italia la sottoccupazione riguarda soprattutto i giovani. In 23 dei 34 Paesi Ocse in questa categoria è cresciuta in media del 2,4%, anche se in 15 Paesi la percentuale è stata maggiore e in tre Paesi – Italia, Grecia e Spagna – la percentuale ha superato il 10%. E riguarda più le donne che gli uomini (nel 2017 tra i lavoratori dipendenti l’8% erano donne e il 3,2% maschi). Tra i lavoratori tra i 25 e i 54 anni i sottoccupati sono quasi raddoppiati nei Paesi Ocse, passando dal 2,7% del 2006 al 5,1% del 2017, mentre tra i giovani con bassa istruzione i sottoccupati sono cresciuti dell’80% in questo periodo, passando al 9,7%. La percentuale scende tra i giovani con media istruzione, che vedono i sottoccupati passare dal 3% del 2006 al 6,1% del 2017.

I dati si riferiscono al: 2017 

Fonte: Ocse 

Leggi anche: Cresce in tutta Europa la paura di perdere il lavoro 

Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.