I livelli pre-crisi sono ancora lontani. Le badanti sono aumentate di 1,8 milioni
La maggior parte dei posti di lavoro in Europa persi nel 2015 si sono volatilizzati in tre settori industriali: la manifattura, le costruzioni e l’agricoltura con una perdita, rispettivamente, di 4,3, 3,9 e 1,7 milioni di occupati. Però ci sono settori economici che hanno compensato: nel 2015 sono aumentati, rispetto al 2008, gli occupati nei servizi alla persona, educazione, amministrazione e servizi che hanno guadagnato rispettivamente 1,8, 1,2 e 1,1 milioni di occupati. Bene anche il settore sanitario, che nel 2015 ha assorbito un milione di lavoratori in più rispetto al 2008.
Quanti sono i posti di lavoro in Europa
Quello che si ricava, in altre parole, è che senza l’aumento del numero di persone che si prendono cura di altre persone, principalmente badanti, l’Europa avrebbe sofferto nel periodo di tempo considerato, di un calo di occupazione complessiva di 1,8 milioni di persone in più rispetto al 2008.

Invece, complessivamente, i posti di lavoro in Europa che si sono persi sono stati pari ad un pur importante 2%: da 220 milioni 872mila persone che lavoravano nel 2008 si è scesi a 217 milioni e 298mila nel 2015. Si tratta di 3 milioni e 574mila persone in meno.
Sempre meno lavoratori statali in Europa
Contrariamente a quello che si potrebbe aspettare, calano anche i dipendenti pubblici: nel 2015 gli europei che hanno lavorato alle dipendenze di uno Stato o di un’agenzia non privata sono calati del 4% e sono passati da 15,5 milioni di addetti nel 2008 a 14,9 l’anno scorso. Va male anche il settore dell’editoria e delle telecomunicazioni, a causa di chiusure di testate giornalistiche, nel primo caso, e del continuo processo di concentrazione nel secondo. Ma, nella tecnologia, i posti di lavoro aumentano, ma solo nel settore dei servizi evoluti, non in quello delle infrastrutture: nel 2015 quelli che hanno lavorato nel settore dei servizi sono stati 3,4 milioni rispetto ai 2,7 del 2008.
Cosa serve per creare posti di lavoro in Europa
Ciò che va notato, quindi, è che nel settore manifatturiero i settori che non sono più in grado di assorbire occupati sono quelli a basso contenuto tecnologico come quello nella metallurgia, nel tessile, nel cartario e nella stampa. Male anche il settore chimico mentre il settore automobilistico ha recuperato quasi completamente i posti di lavoro persi dopo la crisi del 2009 soprattutto grazie alla ripresa dell’export.
I dati si riferiscono al: 2008-2015
Fonte: Eurostat
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