
In 23 Stati dell’Ue i senza lavoro sono diminuiti. E l’Italia resta sempre tra i peggiori
Al ritorno dalla vacanze, il premier Matteo Renzi ha potuto beneficiare di alcuni dati positivi su crescita e occupazione.
L’occupazione che cresce
Niente di clamoroso: a luglio si sono registrati 44 mila occupati in più e 143 mila disoccupati in meno rispetto a giugno, per un tasso di disoccupazione sceso al 12% (in calo dello 0,5% sul mese precedente e dello 0,9% a livello annuale), mentre la disocuppazione giovanile resta su livelli altissimi (40,5%, in calo del 2,5% rispetto al mese precedente). L’Istat ha poi rivisto al rialzo le stime sulla crescita del Pil, nei secondi tre mesi del 2015 è stata portata da 0,2 a 0,3%.
Ma non siamo davanti a un miracolo italiano. Tutt’altro. Come certifica Eurostat, la disoccupazione a luglio è in calo in 23 Stati dell’Unione Europea su 28. E l’Italia, come si può notare dal grafico, resta tra i Paesi con il tasso più elevato. Facendo un confronto annuale a luglio il calo più consistente della disoccupazione si è avuto in Bulgaria (dall’11,5 al 9,4%), Spagna (dal 24,3 al 22,2%) e Grecia (dal 27 al 25%, paragonando maggio 2014 con il maggio scorso), Portogallo (dal 14,1 al 12,1%), Irlanda (dall’11,3 al 9,5%) e Croazia (dal 16,9 al 15,1%). Gli inoccupati sono invece aumentati in Finlandia (dove sono passati dall’8,7 al 9,7%), Francia (dal 10,3 al 10,4%) e Austria (dal 5,7 al 5,8%).
La disoccupazione più bassa in assoluto si ha in Germania (4,7%), Repubblica Ceca e Malta (entrambi al 5,1%); mentre i tassi più alti si registrano in Grecia (25%, ma il dato risale a maggio) e Spagna (22,2%).
I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Eurostat
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