Ma quelli stabili sono molti meno: basse retribuzioni e poche giornate lavorate in un anno
I lavoratori dello spettacolo e del cinema scendono in piazza in diverse città italiane per protestare contro le restrizioni dovute ai provvedimenti anti-Covid che hanno causato ingenti perdite al settore, ma quanti sono i lavoratori dello spettacolo in Italia?
Quanti sono i lavoratori dello spettacolo
Non è facile calcolarlo. O meglio: non è facile calcolare quanti sono i lavoratori stabili dello spettacolo. Sì, perché spesso i lavoratori dello spettacolo non svolgono in questo settore la loro mansione principale e non sono impegnati in modo continuativo. Ad esempio, il numero medio di giornate lavorate dagli attori in un anno, la categoria più numerosa di tutte, è il più basso (come vedremo dati dell’Inps). Ma anche l’Istat ammette le difficoltà di misurare questo mondo. Il settore dello spettacolo è caratterizzato da forte intermittenza e saltuarietà dei periodi di prestazioni effettive, tale presenza può essere il prodotto di combinazioni di attività, che determinano per gli individui una situazione chiamata, in inglese, di multiple job holding. Con questa espressione si indica la gestione, da parte della stessa persona, di più occupazioni: per esempio, lo svolgimento di due professioni a tempo parziale, una delle quali continuativa e regolarmente retribuita, e l’altra saltuaria e retribuita poco o niente affatto. Questa condizione è molto frequente fra gli artisti, come gli attori o i musicisti, anche di successo.
Quanti sono gli artisti secondo l’Inps
Per essere più precisi, però, abbiamo le statistiche dell’Inps, le più aggiornate risalgono al 2019. In questo anno il numero di lavoratori con almeno una giornata retribuita è stato di 327.812 con una retribuzione media annua di 10.664 euro e un numero medio annuo di 100 giornate retribuite. Il gruppo professionale più numeroso, come dicevamo, è quello degli attori (25,4%) che è seguito dai gruppi dei lavoratori degli impianti e circoli sportivi (11,2%), degli impiegati (11%) e dei concertisti e orchestrali (9,4%). Analizzando la struttura per classi di età di questa collettività di lavoratori emerge che, nel 2019, la classe di età modale è quella tra i 25 e i 29 anni con 45.408 lavoratori (il 13,9% del totale). I lavoratori maschi sono il 57,5% del totale.
Quanto guadagnano i lavoratori dello spettacolo
La retribuzione media annua nel 2019, pari a 10.664 euro, risulta molto differenziata sia per età che per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età, almeno fino alla classe 55-59, ed è costantemente più alta per il genere maschile (11.749 euro contro 9.199 euro per le femmine). Confrontando gli ultimi due anni disponibili, nel 2019 si registra una lieve diminuzione pari a -0,8% del numero dei lavoratori mentre le retribuzioni medie annue aumentano dell’1,3% e le giornate medie retribuite sono stabili, pari a 100.

Quanto guadagna un attore?
Come si può vedere nel grafico in alto gli attori hanno in media una retribuzione molto bassa, ma come detto questa molto spesso la voce di entrata principale. Parliamo di 2.818 euro all’anno (dati del 2019) con 15 giornate in retribuite in un anno. Il gruppo che guadagna di più è quello dei dipendenti di aziende di noleggio film (oltre 30mila euro), ma questa categoria è nettamente la meno numerosa di tutte con 399 lavoratori in tutta Italia. I registi, invece, sono 7.675 e hanno una retribuzione ben più alta degli attori: 27.472 euro.
I dati sono aggiornati al: 2019
Fonte: Istat e Inps
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