
E la voluntary disclosure non inciderà sui guadagni degli gnomi di Lugano. Ecco perché
La recente operazione di voluntary disclosure del governo italiano ha permesso l’emersione di circa 60 miliardi illegalmente detenuti all’estero e un gettito per le casse dello Stato di circa 4 miliardi.
Quanto conta la finanza svizzera
Quasi il 70% dei fondi detenuti fuori dai confini italiani, e per i quali è stata chiesta la regolarizzazione, era nelle casse delle banche e delle finanziarie della Svizzera. Si tratta di una cifra molto consistente che può non essere ritirata dai proprietari e che se anche lo fosse non inciderebbe per nulla sulla solidissima salute del sistema finanziario del piccolo Paese.
Il grafico sopra mostra che, dopo la leggera frenata del 2009, quando è deflagrata la crisi finanziaria in (quasi) tutto il mondo e, soprattutto, in Europa, la finanza svizzera ha ripreso a correre e oggi quasi tutti i settori mostrano un livello del valore aggiunto superiore a quello antecedente al 2009.
Solo il settore bancario (linea rossa) in senso stretto, dal 2009, non si è più ripreso, mentre è letteralmente volato il valore aggiunto prodotto dalla cosiddetta “finanza alternativa” (linea verde). Molto bene le assicurazioni (linea blu) e la finanza svizzera (linea gialla). Se si confronta il valore aggiunto dell’intera economia del Paese e la si confronta con quello del settore finanziario si scopre che mentre la prima, dal 1994 al 2014, è aumentata del 40,8%, la seconda è cresciuta dell’85,5%: più del doppio.
I dati si riferiscono al: 1994-2004
Fonte: Bakbasel
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