
L’integrazione degli sportelli non esiste: gli istituti fanno affari dentro i confini nazionali
L’unione bancaria è una realtà compiuta dal primo gennaio del 2016 quando sono entrate in vigore le regole per le “risoluzioni” bancarie, cioè le norme che regolano il comportamento che occorre tenere nel caso in cui una banca di un Paese che aderisce all’Unione dovesse fallire.
L’unione bancaria fasulla
Ma se le regole di supervisione e di “risoluzione” bancaria esistono, ciò che non esiste è l’Unione bancaria in sé. Il grafico, infatti, mostra, anno per anno, quanto poco i sistemi bancari europei si siano integrati, ovvero, la percentuale di penetrazione dei sistemi bancari nazionali nei confronti degli altri Stati.

Il calcolo di questa percentuale è stato fatto sulla base degli asset che le banche europee detengono in Europa attraverso filiali e dalle rappresentanze o fuori dall’Europa sempre attraverso filiali o rappresentanze.
C’è poca integrazione
Per capire quanto il sistema bancario europeo sia poco integrato occorre, quindi, guardare i segmenti rossi e rosa di ogni singolo istogramma. In realtà soltanto nel 2007 le banche europee hanno raggiunto una penetrazione all’estero pari al 20% degli asset totali, in tutti gli altri anni la quota è sempre stata inferiore per declinare più decisamente dopo lo scoppio della crisi del 2008-2009. Ed è stato a causa di quella crisi che gli Stati europei hanno inondato le banche di soldi per evitarne il fallimento.
I dati si riferiscono al: 1997-2014
Fonte: Bce
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Chi compra il debito pubblico di chi
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