Investimenti europei ai minimi mentre gli Usa li aumentano

Washington investe il 3,4% del Pil, i Paesi Ue il 2,8%, l’Italia solo il 2,2%


Il grafico rappresenta il rapporto tra investimento pubblico e Pil nell’Unione Europea, negli Stati Uniti e in Giappone. E quelli che ne escono peggio sono gli investimenti europei (oltre a quelli dell’Italia).

Gli investimenti europei ai minimi

Come si vede, l’andamento degli investimenti pubblici negli Usa e in Europa hanno seguito due linee praticamente parallele, fino al 2014. Dal 1995 al 2005 gli Stati dell’Ue hanno investito sempre circa il 3% del Pil, con oscillazioni intorno a un punto percentuale. Gli Usa, nello stesso periodo, hanno investito circa il 3,8 del Pil.

investimenti europei

Dal 2005 al 2009, gli investimenti pubblici sono aumentati, fino al 2009, quando hanno raggiunto quota 3,7% del Pil nell’Ue e 4,2% del Pil negli Usa. Nello stesso periodo il Giappone, che che investiva molto negli anni Novanta (6,2% del Pil nel 1996), dal 2001 ha deciso di limitare sempre di più gli investimenti pubblici, fino a scendere sotto il livello dell’UE nel 2007.

Perché l’Europa non spende in innovazione

Negli anni successivi alla crisi economica, cioè a partire dal 2010 i governi dell’Ue e gli Usa hanno investito sempre meno. Fino al 2014 l’andamento è stato lo stesso: un calo di circa 0,1 punti percentuali all’anno. Poi gli investimenti dello Stato americano hanno iniziato di nuovo a crescere, tanto che nel 2017 il governo ha stabilito di investire il 3,4% del Pil. Anche il Giappone, dal 2011 ha ripreso a investire, seppure in modo altalenante. Gli investimenti europei, invece, continueranno a calare almeno fino al 2017, anno in cui gli Stati hanno stabilito di investire, nel complesso, il 2,8 del PIl.

I Paesi dell’Est investono, l’Italia no

All’interno dell’Unione Europea ci sono forti differenze tra i singoli Stati. Gli investimenti pubblici dell’Italia sono calati da 2,6% del Pil nel 1995 al 2,2% nel 2017. I Paesi dell’Est, entrati da poco nell’Ue, nello stesso periodo, li hanno nettamente aumentati. Per esempio, la Lettonia è passata da 2,2% al 4,5%, la Polonia dal 2,7% al 4,5%.

I dati si riferiscono al periodo 1995.2017
Fonte: Commissione Europea

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