L’andamento trimestre per trimestre. Ma (almeno) l’Istituto paga le fatture in soli 26 giorni
Chiunque abbia ricevuto una sollecitazione di pagamento oppure – scenario ancora peggiore- una cartella Equitalia – ha sperimentato sulla propria pelle quanto può essere insistente lo Stato nel chiedere quanto gli spetta. È più che legittimo: anche il settore pubblico, come una qualsiasi azienda, si gioca sulla riscossione dei crediti una parte importante del suo funzionamento. Ma siamo sicuri che a parti invertite le cose funzionino allo stesso modo? Guardiamo, per esempio, il bilancio dell’Inps del 2014.
Il bilancio dell’Inps 2014
Il dossier pubblicato il 4 febbraio 2016 dalla Corte dei Conti illustra la gestione finanziaria dell’Inps nel biennio 2013-2014, un periodo che non passerà alla storia come tra i più efficienti dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale: secondo i dati elaborati dall’organo di controllo, infatti, la gestione finanziaria Inps ha chiuso con un disavanzo di 8.724 milioni di euro nel 2013 e di 7.007 milioni nel 2014, confermando il segno negativo degli anni precedenti.

Negativo anche il conto economico nel bilancio dell’Inps 2014, (- 12.846 milioni nel 2013; – 12.485 milioni nel 2014), un quadro complessivo che conferma l’erosione dell’avanzo di amministrazione che dai 53.870 milioni di euro del 2012 è calato fino ai 43.890 milioni nel 2013 e ai 35.743 milioni nel 2014.
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[responsive_vimeo 145132808]I debito verso i fornitori dell’Inps
Ma è sul fronte dei debiti verso i fornitori che i dati evidenziano una mancanza di reciprocità tra Stato e cittadino: nel 2012 l’Inps ha accumulato una mole di debiti verso i fornitori pari a 1.448 milioni di euro, che nel 2013 e nel 2014 è scesa rispettivamente a quota 1.199 e 951 milioni. Scavando più a fondo i dati dimostrano che nel 2012 i debiti corrispondenti a spese per l’acquisto di beni di consumo e di servizi ammontavano a 987 milioni, una massa che è leggermente scesa nel 2013 (708 milioni di euro) e nel 2014 (715 milioni di euro).
Fatture pagate dall’Inps
Entrare nell’elenco dei fornitori dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, insomma, non conviene granché, anche se si considerano le tempistiche di pagamento: secondo i dati del bilancio dell’Inps 2014, infatti, il cosiddetto “Indicatore annuale di tempestività dei pagamenti” mostra che nel 2014 le fatture elettroniche venivano pagate in media 45,5 giorni dopo l’emissione, tempi che si dilatano ulteriormente fino a una media di 103,4 giorni nel caso di fatture cartacee. Però il 2015 è stato un anno di enormi miglioramenti, come si vede dal grafico, che indica il numero di fatture e il tempo medio di pagamento, trimestre per trimestre. Nonostante il buco nella gestione delle pensioni, l’Inps mediamente nel 2015 le parcelle le paga in soli 26 giorni.
I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Inps
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