Incidenti sul lavoro 2021: le denunce sono state 396.372

Da 10 anni le “morti bianche” sono in calo, nei primi 10 mesi del del 2021, dell’1,8%

Una recente sentenza della Cassazione ha negato l’indennizzo a una lavoratrice infortunatasi durante la pausa caffè. Per i giudici della Suprema Corte, infatti, il rischio corso dalla donna per recarsi al bar è stato il frutto di una “scelta arbitraria”. Non è pertanto ravvisabile il nesso tra incidente e lavoro, presupposto per ottenere un risarcimento. Quello degli incidenti sul lavoro è un problema sempre in primo piano soprattutto per l’alto numero di eventi con esito mortale. A diffondere i dati relativi agli incidenti sul lavoro 2021 è l’Inail. Le ultime statistiche disponibili si riferiscono al mese di settembre.

Un’avvertenza: nei dati dell’Inail non rientrano gli abusivi, i lavoratori in nero o clandestini, e gli operatori di categorie che non ricadono sotto l’ombrello dell’istituto, quali forze di polizia e forze armate, vigili del fuoco, liberi professionisti indipendenti, consulenti del lavoro e alcune partite iva, periti industriali, commercianti titolari di imprese individuali, dirigenti e impiegati del settore agricolo, volontari della protezione civile e infermiere volontarie della Croce rossa.

Nel grafico in alto, i dati sul numero di incidenti mortali divisi tra quelli che si verificano sul luogo di lavoro e quelli dovuti agli spostamenti casa-lavoro e viceversa (in itinere).

Incidenti sul lavoro: il totale delle denunce fino a settembre

Le denunce di infortunio in incidenti sul lavoro 2021 nel periodo gennaio-settembre sono stati 396.372 contro le 366.598 nello stesso periodo dell’anno scorso. Delle 396.372 denunce, 53.509 sono incidenti in itinere (44.481 nel 2020), ovvero casi che si verificano nel tragitto tra casa e lavoro o viceversa. Le tabelle dell’Inail distinguono gli incidenti in itinere tra quelli con mezzo di trasporto, 33.054 (27.015 nel 2020), e quelli senza, 20.455 (17.466 nel 2020). L’incremento del numero di casi è ascrivibile quasi interamente all’industria e servizi passati da 318.811 nel periodo gennaio-settembre 2020 a 339.446 dei primi 9 mesi di quest’anno; il settore agricolo è sostanzialmente stabile (da 20.023 a 20.297) mentre quello statale è passato da 27.764 a 36.609.

Incidenti sul lavoro con esito fatale

Per quanto riguarda i morti per incidenti sul lavoro, le cosiddette “morti bianche”, il periodo gennaio-settembre segnala una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2020, da 927 a 910 (-1,8%). La riduzione è imputabile alle morti avvenute all’interno dei luoghi di lavoro, passate da 776 a 731 (-5,8%), mentre le morti in itinere sono aumentate in maniera significativa (da 151 a 179). Tra queste ultime, 106 sono avvenute con un mezzo di trasporto, mentre 73 senza. I settori più pericolosi, stando ai casi denunciati all’Inail nel periodo di riferimento, sono le imprese di costruzioni (87 morti, nel 2020 erano 73), trasporti e magazzinaggio (71), fabbriche di prodotti in metallo (14), aziende alimentari (14). Crolla il numero di vittime in sanità e assistenza sociale da 50 a 19, probabilmente grazie ai vaccini, che hanno iniziato a diffondersi nei primi mesi del 2021. L’unico settore a registrare una diminuzione nel numero delle vittime è “industria e servizi” che passa da 812 a 767 morti, mentre l’agricoltura aumenta da 81 a 98 e il settore “per conto dello Stato” da 34 a 45.

Incidenti sul lavoro mortali: analisi territoriale

Dall’analisi territoriale emerge un picco di incidenti sul lavoro 2021 con esito mortale nel Sud (da 192 a 254) mentre l’aumento è più contenuto nel Nord-Est (da 183 a 196) e al Centro (da 162 a 176). Un calo molto rilevante si è verificato nel Nord-Ovest (da 331 a 226). Sempre nei primi nove mesi è sceso il numero di decessi di lavoratori italiani (da 785 a 775) e comunitari (da 46 a 31) mentre le segnalazioni relative a lavoratori extra Ue sono aumentate passando da 96 a 104.

Incidenti sul lavoro non mortali: un confronto con l’Ue

Un confronto interessante può essere fatto con gli altri Paesi europei, sia in riferimento al numero di infortuni sul lavoro non mortali sia per quelli mortali. Secondo i dati Eurostat, che si fermano al 2019, la posizione dell’Italia rispetto ai suoi partner europei non è così drammatica come potrebbe sembrare. Infatti, per gli incidenti non fatali l’Italia ne registra 1.238,38 ogni 100mila lavoratori contro i 3.425,11 della Francia, i 2.513.23 della Spagna e i 1.650.78 della Germania. I Paesi dell’est hanno tassi di incidenza notevolmente inferiori ma ciò potrebbe essere dovuto a un mercato del lavoro meno regolamentato, più informale e a una minore capacità di controllo da parte delle amministrazioni pubbliche. La media Ue a 27 è pari a 1.523.32.

Nel grafico sotto, il numero di incidenti non mortali nei principali Paesi Ue avvenuti nel 2019.

Incidenti sul lavoro mortali 2021 in Europa

Venendo agli incidenti mortali, l’Italia si colloca al di sopra della media europea con 2,1 decessi ogni 100mila lavoratori (anno 2019). Infatti nell’Ue a 27, la media nel 2018 è stata di di 1,62 casi. Per quanto riguarda gli altri Paesi la Francia si trova abbondantemente sopra (3,53), mentre fa meglio la Spagna (1,78). La Germania risulta invece il Paese più virtuoso (0,79) dietro all’Olanda (0,48). Sotto, il grafico mostra i dati relativi agli incidenti mortali nei Paesi Ue più importanti. Va sottolineato che l’Eurostat ritiene i dati sugli incidenti mortali più attendibili degli altri perché tali eventi comportano l’intervento delle autorità statali.

Incidenti sul lavoro: evoluzione storica

Interessante notare come, secondo i dati Eurostat, l’Italia registra una diminuzione costante dei morti sul lavoro da 10 anni. Da 30,9 ogni milione di lavoratori nel 2010, il dato è sceso fino a 21 nel 2019. Il nostro Paese rimane tuttavia sempre al di sopra della media Ue a 27 che è passata da 20,9 per milione a 16,2. In controtendenza la Francia che, da sempre fanalino di coda, nel 2019 ha visto una forte impennata nel numero dei decessi, passati in un anno da 27,4 a 35,3. La Germania invece si conferma un Paese virtuoso: il numero di decessi è sceso da 12 ogni milione di lavoratori a 7,9 in dieci anni.

Nel grafico in basso, l’evoluzione dei decessi sul lavoro negli ultimi dieci nei principali Paesi europei.

 

Fonti: Inail, Eurostat

I dati si riferiscono al: 2010-2021

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