Incentivi rottamazione inutili, gli italiani non cambiano auto

Un veicolo su tre è ancora in strada anche se sarebbe da buttare

Gli incentivi per la rottamazione funzionano? Guardiamo i numeri. Nel 2009, grazie agli incentivi del Governo italiano, più di un milione e 600 mila auto sono andate dallo sfasciacarrozze. Lo stesso è accaduto un poco ovunque – il grafico mostra i dati relativi ai cinque paesi che, da soli, fanno il 70% del mercato europeo –  e così c’è stato il picco: il numero totale di veicoli a fine ciclo di vita in Europa è salito bruscamente, da 6,3 milioni a 9 milioni, in un solo anno.

incentivi rottamazione

La corsa alla rottamazione, spinta dagli incentivi, è stata frenetica in Germania (1,4 milioni di veicoli in più sono arrivati a fine ciclo di vita nel 2009 rispetto al 2008), in Francia (+ 460mila auto rottamate), Italia (+410mila) e Spagna (+200mila). Poi il crollo: dal 2009 al 2013 il numero di rottamazioni è sceso del 31% in media. Come dire: di colpo, un veicolo su tre è rimasto in strada. Un crollo generalizzato:  -1,3 milioni in Germania, -700mila in Italia, – 500mila in Francia, -200 in Spagna e Uk. (0,5 milioni), Spagna e Regno Unito (entrambi 0,2 milioni). Insomma, senza bonus anche la macchina usata sembra più bella: che fretta c’è di cambiarla?

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Riciclare un’auto vecchia non è facile

Il secondo dato che emerge dal rapporto Eurostat (vedi grafico sopra) riguarda gli obiettivi di riutilizzo e recupero fissati dall’EU: in pratica, l’85% dei materiali con cui è fatta un’auto, tra plastica, alluminio e altro, deve tornare sul mercato sotto qualsiasi altra forma (linea verde orizzontale). Tutti bravi in Europa tranne noi: nel 2013 siamo gli unici ad aver mancato il bersaglio, fermandoci a quota 82,2%.

I dati si riferiscono al: 2009 – 2013

Fonte: Eurostat

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