Nel 2016 ci sono state 52 esplosioni. Per la polizia sono ordigni che provengono dai Balcani
La Svezia comincia a preoccuparsi. Soprattutto il Comune di Malmö è preoccupato da quando hanno cominciato a chiamarlo “Chicago svedese”.
Malmö come Chicago
Il motivo è piuttosto strano: le esplosioni di bombe a mano. Come si vede nel grafico sopra, le deflagrazioni di ordigni sono passate da 8 del 2014 a ben 52 nel 2016. Una crescita apparentemente inspiegabile, così come apparentemente è inspiegabile il fatto che molte di queste esplosioni siano avvenute proprio nel comune di Malmö.
Secondo la polizia svedese, che ha diffuso i dati, si tratta nella maggior parte dei casi di bombe provenienti dai Balcani che, dopo la fine della guerra civile, sono state nascoste per ricomparire proprio in Svezia. Come mai?
Gli immigrati in Svezia
Probabilmente sono stati trasportati in Svezia da immigrati serbi o croati che li hanno portati con sé quasi come un ricordo oppure acquistati al mercato nero nella loro patria a prezzi bassissimi. E ogni tanto ne fanno esplodere una. Finora c’è stato un solo morto e pochi feriti, ma la Polizia ha chiesto al Parlamento di aumentare le pene per chi viene trovato in possesso di una bomba a mano, elevandole fino a 3 anni di reclusione.
Ovviamente questi episodi stanno aiutando la crescita del partito democratico svedese (Sweden Democrats), ostile all’apertura indiscriminata delle frontiere ai richiedenti asilo, che, da piccolo partito di opposizione, conta di raggiungere il 25% dei voti alle elezioni politiche del 2018. Ora i sondaggi lo danno al 17%.
Una misura ritenuta necessaria anche perché in alcuni casi le esplosioni potrebbero essere legate a episodi di intimidazione visto che a volte prese di mira sono auto vuote o edifici abbandonati.
I dati si riferiscono al: 2014-2016
Fonte: Swedish Police Authority
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Il terrorismo dal 1970 ad oggi
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