Il piano Juncker sta facendo flop

Perché il progetto di movimentare 315 miliardi in 3 anni non riesce a decollare

Il piano Juncker è un progetto europeo avviato operativamente nel 2015, messo in piedi per stimolare l’economia continentale e aumentare gli investimenti senza aumentare il debito pubblico.

Che cosa è piano Juncker

A fine 2014, quando il fondo che alimenta il piano Juncker, dal nome del presidente della Commissione Europea che se ne è intestato il merito, è stato presentato, si sono fatte previsioni piuttosto ottimistiche: avrebbe dovuto movimentare 315 miliardi di euro tra soldi pubblici e privati, in tre anni. Il tutto partendo da un un capitale iniziale di 21 miliardi di cui solo 13 effettivi. Si pensava che il fondo potesse finanziare decine di progetti infrastrutturali europei, distribuiti in tutti gli Stati dell’Unione scelti non in base a “quote”, ma in base alla qualità del progetto. E il tutto senza che nessuno Stato fosse costretto a “tirare fuori soldi”. Ma, soprattutto, l’obiettivo era, in termini macroeconomici, quello di finanziare progetti per un valore di oltre il 2% del Pil europeo (del 2014).

Per ora non funziona

A oltre un anno dalla partenza del piano Juncker il risultato è però sconfortante: sono stati finanziati progetti per un valore pari ad appena lo 0,4% del Pil dell’Europa. Significa che di questo passo, nel 2017, gli obiettivi del piano saranno raggiunti solo per metà e la previsione di movimentare 315 miliardi potrebbe rivelarsi decisamente ottimistica. E, d’altra parte, questi non sono i soli numeri che fanno pensare a un flop: anche per quanto riguarda il finanziamento all’innovazione tecnologica il progetto sembra fare acqua, almeno fino ad oggi. Truenumbers ne ha scritto in questo articolo.

I dati si riferiscono al: gennaio 2016

Fonte: Commissione europea

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