Il gambling italiano continua a far registrare numeri importanti, che potrebbero crescere ulteriormente se si mettesse fine alle disparità tra filiera digitale e quella terrestre.

Due facce della stessa medaglia, due comparti simili, che partecipano insieme al grande successo del gambling italiano ma che manifestano ancora grandi differenze. Da un lato c’è il gioco online, l’astro nascente, il vettore trainante che coinvolge mediamente oltre 4 milioni di utenti al mese. Dall’altro c’è il gioco terrestre, che rappresenta il ramo tradizionale, fisico, antico verrebbe da dire eppure incredibilmente attuale, visto che contribuisce in maniera massiccia agli oltre 10 miliardi di euro incassati dall’Erario annualmente.
Un’attualità che però viene messa sempre da parte. Servono riforme, infatti, per rilanciare il gioco on site. Riforme che, come spesso accade, tardano ad arrivare. Qualche mese fa è toccato al gioco online, oggetto di una vasta opera di aggiornamento che però ha suscitato non poche polemiche. Dopo l’entrata in vigore ad aprile, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, adesso si attendono le prime mosse ufficiali. Il 18 ottobre, ad esempio, sarà una prima importante scadenza. Quel giorno infatti terminerà il periodo di stand still relativo al decreto italiano che informa la Commissione europea sulle regole tecniche che definiscono le prestazioni, le funzioni e i requisiti tecnici che il concessionario deve garantire per l’esercizio e la raccolta a distanza dei giochi pubblici. Tra questi ci sono la struttura informatica e le caratteristiche del sistema telematico, ma anche le risorse necessarie a portare avanti il suo progetto all’interno del territorio dello spazio economico europeo.
Il gioco online, insomma, va ad un’altra velocità. Sia per quanto riguarda le norme e le riforme che per quanto riguarda il proprio pubblico. Nell’ultimo periodo, infatti, il sorpasso sul gioco tradizionale non solo è divenuto realtà, confermando un trend che già si avvertiva prima della pandemia da Covid 19, ma si sta via via confermando, addirittura rafforzandosi. Le cause di questa crescita sono diverse, tra le principali ci sono i bonus proposti dalle piattaforme, una strategia di marketing che da tempo sta riscuotendo l’approvazione del pubblico. Grazie ad essi, infatti, gli utenti possono testare i giochi presenti sulle diverse piattaforme senza doversi registrare oppure senza dover sborsare soldi in anticipo o, ancora, sfruttando piccole somme di denaro offerte in via gratuita dai casinò online.
Così facendo la forbice che divide online e terrestre diventa sempre più marcata. Per questo si è tornato a parlare di riordino del gioco fisico, di recente al centro di un acceso dibattito anche tra Regioni e Ministero dell’Economia e delle Finanze. Durante una riunione del Coordinamento tecnico Affari Finanziari delle Regioni e Salute, si è parlato del numero di apparecchi, di distanza minima e di altre norme che, ad oggi, risultano frastagliate e diverse da territori a territori. Serve quindi arrivare presto una norma omogenea, in grado di tenere in considerazione la tutela
dell’iniziativa imprenditoriale, la garanzia delle entrate fiscali per le casse dello Stato e la protezione e il benessere degli utenti. Al Governo il difficile compito di mediare. E di trovare un equilibrio per il bene di tutto il comparto.


