Le fontanelle a Roma sono 2.600: record italiano

Sono nate nel 1874. A Torino i rubinetti pubblici sono 800, Milano solo 600

Si chiamano “nasoni”, sono solitamente in ghisa ma anche in travertino ed erogano acqua fresca e gratuita a romani e turisti da quasi 150 anni. Stiamo parlando delle fontanelle pubbliche di Roma, diventate uno dei simboli della Città eterna, complici la loro forma caratteristica (con i rubinetti di ferro ricurvi, che ricordano appunto un grande naso) e la massiccia concentrazione in piazze e vie della Capitale. Le fontanelle a Roma sono oltre 2.600 considerando solo quelle all’interno del Grande Raccordo Anulare. Ma oltre ai nasoni, nel centro storico romano sono installate circa novanta tra fontane e fontanelle artistiche, da cui sgorga acqua potabile.

Roma ha 2 mila fontanelle in più di Milano

Roma ha il primato assoluto di città con il maggior numero di fontanelle pubbliche. Un record che, in Italia, non è minimamente insidiato nonostante ci siano diversi comuni con un gran numero di fontanelle e, similmente a quanto successo a Roma, diventate iconiche e molto care ai cittadini che le usano da anni. A Torino esistono i “torèt”, che in dialetto piemontese significa “toretto” o “piccolo toro”. Secondo la Smat (Società Metropolitana Acque Torino) sono oltre 800 i toretti presenti in città. A Milano, invece, ci sono i “Draghi Verdi” (o vedovelle), le fontanelle verdi e con il tipico rubinetto a forma di drago, che in questo caso richiama appunto il drago (o il biscione), uno dei simboli della città meneghina. Sono circa 600 in tutta Milano. A Trieste le fontanelle pubbliche sono quasi 300 e vengono attivate principalmente dal 15 marzo al 15 novembre di ogni anno, mentre a Venezia sono circa 180, di cui 120 in città e 60 presenti nelle isole circostanti. Numeri non paragonabili a quelli di Roma, che comunque ha un’estensione superiore a ogni altro comune italiano. Oltre a una rete idrica particolare che, come vedremo, ispirò l’installazione di un gran numero di fontanelle.

fontanelle roma

Fontanelle pubbliche: i nasoni non sono soltanto a Roma

Le fontanelle pubbliche tipiche di Roma… non si trovano esclusivamente nella città di Roma. Nonostante la maggior concentrazione dei cosiddetti nasoni sia naturalmente nella Capitale, è possibile incontrare questo tipo di fontanella pubblica anche in vie e piazze di altri comuni della provincia e perfino fuori regione. Per citare qualche numero, se ne contano più di 220 tra Frosinone e provincia, 170 tra Civitavecchia e dintorni, circa 140 tra Fiumicino e il Lido di Ostia e oltre 70 nei comuni che costeggiano il Lago di Bracciano. Fuori dai confini laziali, se ne contano anche oltre 550 in Toscana, in particolare in provincia di Pisa, e un’altra settantina in Campania.

Le fontanelle pubbliche di Roma, un po’ di storia

La storia delle fontanelle pubbliche romane inizia nel 1874, quando l’allora sindaco Luigi Pianciani decise, da un lato, di fornire acqua potabile gratuita nel centro e nelle borgate e dall’altro, di alleggerire la forte pressione della rete idrica romana. La soluzione più logica fu costruire fontanelle in ghisa, alte circa un metro e venti centimetri, del peso di circa cento chilogrammi e dotate di tre bocchette a forma di drago. L’acqua scorreva di continuo e quella caduta finiva, attraverso una grata posta al livello della strada, nel condotto fognario. Successivamente, lo stile delle fontanelle venne modificato e i draghi lasciarono il posto a un rubinetto liscio, che i romani battezzarono, appunto, “nasone”.

Fontanelle pubbliche di Roma, ne restano soltanto tre originali

Le bocchette a forma di drago erano una caratteristica tipica delle fontanelle pubbliche di Roma che, come anticipato, successivamente è sparita per far spazio al rubinetto liscio. Esiste ancora traccia del vecchio stile delle fontanelle romane, in tre esemplari che oggi sono considerati storici e iconici. La prima è la Fontana delle Tre Cannelle, posizionata all’inizio della scalinata di via della Cordonata a ricordo di una precedente fontana risalente al 1590. Questo nasone è entrato nella storia del cinema, perché compare in una scena del film del 1958 I Soliti Ignoti, diretto da Mario Monicelli. Un altro nasone celebre da cui abbeverarsi è in piazza della Rotonda, uno degli esemplari più antichi, a pochi passi dal Pantheon. Mentre un altro esemplare storico, probabilmente l’unico rimasto originale in ogni sua parte e ancora integro, si trova in via di San Teodoro, nei pressi del Foro Romano.

Fontanelle pubbliche a Roma, perché sono a ciclo continuo?

Come detto, la principale funzione storica dei nasoni era dare sfogo alla rete idrica di Roma e ridurre la forte pressione dell’acqua, per evitare di danneggiare le tubature. Inoltre, la fuoriuscita a ciclo continuo dell’acqua è anche un accorgimento sanitario, perché evita la proliferazione dei batteri. Ma un altro aspetto, poco considerato, è la funzione sociale delle fontanelle pubbliche. Sono una risorsa gratuita e accessibile per le persone senza dimora, che possono avere acqua potabile per dissetarsi e lavarsi. Il dibattito sull’interruzione dell’erogazione a ciclo continuo dell’acqua dalle fontanelle di Roma si ripresenta spesso, di tanto in tanto. Ma gli effetti derivanti dalla possibile chiusura sono sempre stati considerati perlopiù negativi e non in grado di dare un contributo contro la siccità. Negli anni ’80, per evitare lo spreco di acqua, il Comune di Roma modificò diverse fontanelle prevedendo l’applicazione di un meccanismo per l’erogazione. Tuttavia, l’idea si rilevò proco pratica e soggetta a vandalismo.

I dati si riferiscono al 2022

Fonte: Acea, Comuni citati

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