Finanza personale: come gestire le proprie entrate

Imparare a gestire al meglio le proprie finanze personali è indispensabile per garantirsi un futuro sicuro dal punto di vista economico, far fronte a eventuali imprevisti e raggiungere obiettivi finanziari. Il primo passo da compiere, consiste naturalmente nell’aumentare il proprio livello di conoscenza finanziaria di base, apprendendo ad esempio qual è la differenza tra carta di credito e carta di debito e cosa si intende con livello di rischio di un investimento.

Secondo i dati presentati nel rapporto EDUFIN 2022 relativo all’educazione finanziaria delle famiglie italiane, le conoscenze finanziarie effettive sono leggermente aumentate tra il 2021 e il 2022, ma la percentuale di persone che possiede competenze elevate rimane ancora piuttosto bassa, attestandosi al 44,3%. Tale percentuale si riduce al 30,5% se si tiene conto esclusivamente dei più giovani. Ridotte anche le conoscenze e le competenze relative agli ambiti assicurativi e previdenziali. Sempre tenendo conto del rapporto in oggetto, solo il 55,2% degli intervistati conosce il concetto di franchigia e, per quanto riguarda l’ambito previdenziale, appena il 20% sa cos’è il “rischio di longevità”.

Finanza personale: come gestire le proprie entrate

Questi dati possono dirsi confermati dall’”Indagine sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale in Italia” 2023 della Banca d’Italia, secondo la quale, sebbene aumentato rispetto al 2020, il livello di alfabetizzazione finanziaria resta ancora piuttosto basso, ottenendo un punteggio di 10,7 su una scala da 0 a 20.

Una volta apprese le competenze di base, è necessario riuscire a metterle in pratica, iniziando a gestire al meglio le proprie entrate. Di seguito andremo a scoprire come fare.

Calcolare l’ammontare totale delle entrate

Per iniziare a migliorare la gestione delle entrate è necessario sapere esattamente su quanto si può contare ogni mese. A seconda dei casi, si può effettuare un calcolo delle entrate individuali o di quelle dell’intero nucleo familiare, tenendo conto di stipendi, pensioni ed entrate da lavoro autonomo, nonché di eventuali entrate aggiuntive, come affitti, diritti d’autore, cedole di investimento e via dicendo.

Suddividere le entrate in base alle voci spesa

Una volta definita la somma di denaro sulla quale si può contare ogni mese, è possibile fare un ulteriore passo avanti e suddividerla tra le diverse voci spesa. In particolare, è possibile dividerla fra:

  • spese non eliminabili, sia fisse sia variabili
  • spese superflue

Per fare questo, è possibile calcolare a quanto ammontano le spese non eliminabili (affitto, spesa alimentare, bollette, eventuali rate di prestiti e via dicendo), sottrarre tale cifra dalla somma totale e suddividere, la parte restante, tra risparmi e spese superflue.

In alternativa, è possibile applicare il metodo 50/30/20, il quale destina il 50% del reddito totale alle spese non eliminabili, il 30% agli svaghi e alle uscite non indispensabili e il restante 20% ai risparmi. Ad esempio, se il proprio reddito è pari a 1.600 €, si potranno destinare 800 € alla prima voce spesa, 480€ alla seconda e 320 € alla terza.

Nel caso in cui si desiderasse ottimizzare ulteriormente la gestione finanziaria delle entrate, definendo ad esempio un piano di risparmio e un piano di investimento ad hoc, sarebbe possibile chiedere aiuto a un consulente finanziario indipendente.