
Lo studente algerino che ha attaccato Notre Dame ha inneggiato alla Siria. Ecco perché
L’attentatore di Notre Dame, che ha aggredito dei poliziotti, ha urlato, prima di essere ucciso: “Lo faccio per la Siria”. Qual è la motivazione degli attentati terroristici a Parigi?
Gli attentati terroristici a Parigi
Quel grido ha un senso preciso e si guardano i numeri si capisce benissimo. Parigi ha impegnato, in tutto il mondo, ben 8.865 soldati. La maggior parte di questi sono dispiegati in due operazioni: quella in Siria e Iraq, dove Parigi ha deciso di assumere una guida operativa dopo la strage del 13 novembre al Bataclan, uno dei numerosi attentati terroristici a Parigi. Soldati francesi sono anche nel Sahel.
I soldati francesi in Siria rispondo a un’operazione chiamata Chammal ed è composta principalmente a forze aeree che tra il 26 novembre e il 3 dicembre 2015 hanno già compiuto ben 83 incursioni. La seconda, operazione Barkhane, concentra le proprie forze tra il Mali e il Niger dove operano anche i 15 soldati dell’operazione Eutm. Nel Mali i soldati francesi sono stati sostituiti da quelli tedeschi in modo da permettere alla Francia di dispiegarle nel teatro di guerra siriano. Nell’operazione Barkhane sono impiegate soprattutto truppe di terra, blindati compresi, e ha sempre come obiettivo quello di combattere i gruppi armati fondamentalisti che operano nella regione.
Questo è il motivo per il quale il terrorista, uno studente algerino, ha attaccato Parigi inneggiando alla Siria: perché Parigi è uno dei Paesi occidentali più impegnati militarmente proprio Siria.
La Francia in Africa e Libano
L’operazione Sangaris si concentra invece nella Repubblica Centroafricana dove i 900 militari operano in collaborazione con i 20 dell’operazione Euman Rca e i 10 dell’operazione Minusca. Infine altri 900 soldati sono impegnati nell’operazione Finul/Daman in Libano.
I dati si riferiscono al: dicembre 2015
Fonte: Ministero della Difesa francese
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