Diritti Lgbt in Africa, ecco la mappa dei Paesi più omofobi

In Sudan e Mauritania c’è ancora la pena di morte. Botswana e Angola sono i più tolleranti

Dalla pena di morte prevista in Sudan e Mauritania ai diritti costituzionali del Sudafrica. Essere gay, lesbiche o transgender nei Paesi africani può costare anche la vita e questo in barba a tutte le convenzioni internazionali per la difesa dei diritti umani. Il risultato è che la maggior parte dei Paesi africani considera un reato l’essere gay, lesbica, bisex o transessuale e, quindi, di diritti Lgbt in Africa non se ne parla nemmeno.

La mappa delle discriminazioni in Africa

La mappa qui sopra mostra cosa prevedono le diverse legislazioni africane in materia di diritti gay. I Paesi più omofobi sono Sudan e Mauritania, dove per chi appartiene alla comunità Lgbt è prevista la pena di morte. Non è molto diversa la situazione in Nigeria o in Somalia dove, data la frammentazione politica delle autorità e i conflitti in corso, la pena capitale è prevista solo in alcune zone.

In altri Paesi l’omosessualità è considerata un reato ed è punita con il carcere. Le leggi più severe sono in Gambia, Sierra Leone e nell’area centro-africana (Uganda, Kenya, Tanzania, Gambia), dove è previsto perfino l’ergastolo. Ci sono poi Stati come l’Algeria, la Libia, il Marocco, l’Etiopia o la Namibia, in cui le persone Lgbt possono essere condannate fino a 8 anni di carcere.

diritti Lgbt in Africa

A questi se ne aggiungono altri come l’Egitto, dove l’omosessualità non è criminalizzata per legge ma de facto (lo dimostrano i report delle Ong impegnate nella difesa dei diritti Lgbt in Africa, come Amnesty International). Invece in Niger, Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Congo, Gabon, Madagascar per la comunità gay non è prevista alcuna protezione, né criminalizzazione specifica.

Chi tutela i diritti Lgbt in Africa

Gli unici Paesi che tutelano i diritti Lgbt in Africa sono il Sudafrica la cui Costituzione post-apartheid è stata la prima al mondo a mettere fuori legge le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, Mozambico e Angola. In parte anche le Mauritius e il Botswana che, non a caso, ha il ranking più alto nella classifica dei Paesi più democratici del continente. Curioso il fatto che questi Paesi si trovino tutti nell’Africa meridionale.

I diritti Lgbt in Africa in numeri

L’intolleranza nei confronti della comunità Lgbt è confermata anche dall’atteggiamento dei cittadini dei vari Paesi africani. Alla domanda: “Vorresti avere un vicino di casa omosessuale?”, posta da un sondaggio di Afrobarometer condotto in 33 nazioni del continente (pubblicato nel 2016), soltanto chi risiede in Sudafrica, Namibia, Botswana, Mozambico e Capo Verde risponde in maggioranza che non avrebbe alcun problema. È d’accordo il 34-50% dei cittadini delle Mauritius e São Tomé e Príncipe e soltanto l’11-21% di chi vive in Paesi come Kenya, Tanzania, Nigeria, Ghana. In tutto il continente, infatti, in media soltanto il 21% degli africani non avrebbe problemi ad avere un omosessuale come vicino di casa.

I dati si riferiscono al: 2016-2019

Fonte: Ilga, Afrobarometer

Leggi anche: Gli Stati africani vassalli di Pechino: ecco quali sono

Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.