L’Europa va già a 5 velocità (non 2)

Il ministro Gentiloni rompe un tabù e parla della Ue a marce diverse. Ma è già così

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha rotto un tabù e, in un’intervista, parla per la prima volta della possibilità di un’Europa a due velocità con al centro i Paesi fondatori dell’Unione e, all’esterno (o “più indietro” se si preferisce) gli altri, cioè coloro che non riescono a stare al passo con il ritmo dell’integrazione. Però se si guarda il grafico qui sopra si nota un fatto interessante: di Europa, già ora, non ce n’è una sola, e nemmeno due: ce ne sono almeno 5. O, detta in altri termini, l’Europa è una sola, ma va a 5 velocità.

L’Europa a due velocità

L’Europa vista dalla Gran Bretagna, per esempio, è molto diversa da quella vista dal nucleo dei 19 Paesi (tra i quali l’Italia) che devono sottostare a tutti gli obblighi che la partecipazione all’Europa comporta come, ad esempio, l’adozione della moneta unica e il Fiscal compact, l’accordo in base al quale i Paesi si impegnano a ridurre il debito pubblico nazionale con un calo costante per i prossimi 20 anni. Per l’Italia, ad esempio, questa comporterebbe manovre da lacrime e sangue per portare il debito dal 133% del Pil al 60%.

Repubblica Ceca e Ungheria aderiscono all’unione bancaria, ma non hanno i vincoli del Fiscal Compact, mentre l’Ungheria è l’unico Paese ad aver firmato il Fiscal Compact e l’Unione bancaria ma non fa parte dell’EuroPlus Pact, che impegna gli Stati aderenti a riforme politiche e fiscali, al quale aderiscono solo Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania. Quando si dice Europa, insomma, bisogna prima intendersi a quale delle 5 “Europe” ci si riferisce.

I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Commissione europea

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