
Ecco chi paga di più e chi, invece, mette a disposizione il maggior numero di caschi blu
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha recentemente tuonato contro i «quattro anni di paralisi diplomatica” che “hanno fatto sì che la crisi siriana sia diventata fuori controllo». Ha certamente ragione accusando in particolare Russia, Usa, Arabia Saudita, Iran e Turchia di essere la causa di questa paralisi, ma certamente l’Onu non ha dato segni di particolare attivismo per risolvere o almeno raffreddare la crisi medio orientale. Di chi è la colpa?
Il costo Onu
La risposta è difficile da dare, ma questo grafico aiuta. Sono indicati, a sinistra, i maggiori contributori in termini economici che sostengono il costo Onu e, a destra, i maggiori contributori in termini di uomini messi a disposizione delle Nazioni Unite per le operazioni di peace keeping. Lo Stato che versa più soldi sono gli Stati Uniti con oltre il 28% del budget totale (654 milioni di dollari nel 2015) seguiti da Giappone, Francia e Germania mentre l’Italia, con il suo 4,45%, pari a 226 milioni di dollari nel bilancio 2015, viene dopo Gran Bretagna e Cina e prima della Russia.
Chi, però, mette a disposizione il maggior numero di caschi blu è il Pakistan con 8.262 uomini seguito da Bangladesh, India, Etiopia e Nigeria. Quindi chi paga sono i Paesi ricchi, ma chi mette a disposizione i soldati necessari per mantenere la pace sono i Paesi più poveri del mondo.
I dati si riferiscono al: 2014
Fonte: Onu
Leggi anche: Trump taglia il budget Onu, ecco cosa cambia
Ue, Usa e Onu divisi dal terrorismo