In Usa trucchi che l’Islam considera “leciti” hanno fatturato 400 milioni nel 2017
Esiste un business halal che si estende anche al mondo dei cosmetici. Il grafico sopra mostra esattamente quanto è previsto che pesi, in milioni di dollari, questo business negli Stati Uniti nei prossimi anni.
Il business dei cosmetici halal
“Halal” è un termine di origine religiosa ed identifica ciò che, secondo la religione musulmana, è “lecito”. Riguarda un po’ tutti i comportamenti: dalle parole lecite al lavoro, alla musica al cinema ai libri e, naturalmente, esistono macelli halal e carne halal: insomma, tutte le attività devono avere una sorta di certificazione halal. E questa certificazione halal non poteva non riguardare anche il mondo della cosmetica. Ci sono, in altre parole, cosmetici che, per come sono stati prodotti, commercializzati venduti, non sono halal, cioè non sono “leciti” secondo l’Islam.
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Ovvio, quindi, che i produttori si buttassero sui cosmetici halal che, nel 2017, hanno fatturato negli Stati Uniti qualcosa come 400 milioni di dollari con il settore dei trucchi (in generale) che da solo vale 100 milioni di dollari. Ma entro il 2025 il fatturato è destinato ad aumentare esponenzialmente. E’ previsto che raggiunga i 750 milioni di dollari con i prodotti per la pelle che da soli fattureranno 270 milioni.
Potrebbe sembrare un po’ strana questa insistenza su ciò che l’Islam permette e non permette, ma si deve considerare che secondo molti sondaggi gli interessi soprattutto dei più giovani, verso la religione musulmana continua ad essere enorme.
La certificazione dei cosmetici hahal
Esistono requisiti molto precisi perché un cosmetico di qualsiasi tipo possa definirsi halal. In generale i suoi ingredienti devono rispettare la sharia islamica e, quindi, per esempio, non possono derivare da violenza sugli animali e, quindi, non devono essere frutto di test su qualsiasi specie. Possono contenere parti del corpo di animali erbivori, tranne l’asino ed è fatto assoluto divieto di utilizzare il sangue animale o suoi derivati.
I saponi, le creme, i balsami halal devono essere, sempre in linea generale, biologici e, soprattutto, devono far traspirare la pelle, ovvero, devono far passare l’acqua in modo che le abluzioni prima della preghiera islamica possano arrivare a contatto con la pelle. Anche ila confezione e l’eventuale pubblicità è diversa da quelle alle quali siamo abituati in Occidente: il packaging deve essere coerente con la legge islamica.
I cosmetici halal più richiesti
Ovviamente le industrie che producono cosmetici halal si rivolgono soprattutto alle donne e, in particolare, puntano sugli shampoo. E c’è un motivo. Le donne islamiche portano il velo e questo rende i capelli particolarmente vulnerabili, fragili, facili alla caduta e perciò devono essere curati con particolare attenzione. Gli shampoo halal devono, quindi, avere la caratteristica di essere rinforzanti e non solo e non tanto “lucidanti”.
I dati si riferiscono al: 2014-2025
Fonte: Grand View Research
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