La trasformazione della cessione del quinto dello stipendio o della pensione, un tempo rifugio ultimo per chi si trovava in difficoltà creditizie, testimonia un cambiamento significativo del panorama finanziario degli ultimi cinque anni.
Il cambio di passo si è avuto con la riforma introdotta dalla Legge 176/2020 che ha rivoluzionato le condizioni di questa tipologia di prestito, aumentandone l’attrattività sia per le banche che per i consumatori.
La semplificazione e la maggiore trasparenza della norma hanno avuto come conseguenza diretta l’abbattimento dei tassi di interesse della cessione del quinto, che è arrivata in poco tempo a posizionarsi come la soluzione di finanziamento più vantaggiosa e sicura sul mercato anche rispetto alle forme più classiche di prestito personale.
Alle condizioni attuali, un dipendente pubblico può godere di un tasso di interesse del 4,87%, ben al di sotto del 7,39% di un prestito tradizionale. I tassi sono più alti se a richiedere la cessione del quinto è un dipendente privato (6,28%) o un pensionato (5,82%), ma rimangono comunque di gran lunga più bassi rispetto alla media di mercato dei finanziamenti.
Come calcolare il costo di una cessione del quinto
La condizione per ottenere questi tassi vantaggiosi è confrontare le offerte e scegliere una cessione del quinto online, aiutandosi con un comparatore. Sul sito di PrestitiOnline.it ad esempio è possibile simulare un preventivo di cessione del quinto per dipendenti pubblici, privati o pensionati e scegliere l’offerta migliore per le proprie esigenze tra decine di proposte delle banche partner.

Il calcolo della rata di un prestito con cessione del quinto deve essere fatto sulla retribuzione netta e riportato sulle mensilità previste dal contratto di lavoro. Si basa solo sugli elementi continuativi della retribuzione, quindi lo stipendio fisso e mai su straordinari, benefit o premi di produzione: la rata non sarà poi trattenuta sulle mensilità extra, come la tredicesima e la quattordicesima.
Accessibilità e sostenibilità, un’esclusiva della cessione del quinto
La cessione del quinto per sua natura è un prestito sostenibile, perché la rata mensile per legge non può superare un quinto della retribuzione netta o della pensione, evitando pericolosi sovraindebitamenti. Questo meccanismo non solo facilita la gestione del debito da parte del suo titolare, eliminando il rischio di dimenticare pagamenti, ma garantisce anche alle banche una maggiore sicurezza di rientro del credito.
Altro vantaggio della cessione del quinto è che il rimborso delle rate è automatico e a carico del datore di lavoro (o dell’ente pensionistico), con un metodo di detrazione diretta dalla busta paga o dal cedolino della pensione.
La duplice garanzia per la banca
Un requisito fondamentale per accedere a una cessione del quinto è la stabilità lavorativa o la condizione di pensionato del richiedente.
La doppia copertura assicurativa, una polizza rischio vita e una polizza rischio impiego per i dipendenti, permettono alle banche di ridurre l’esposizione al rischio, rendendo questo prestito una scelta sicura anche per coloro che hanno ricevuto segnalazioni o sono stati registrati come cattivi pagatori.
L’attrattività della cessione del quinto deriva anche dalla possibilità di ottenere importi elevati, fino a 75.000 euro, con termini di rimborso flessibili fino a 10 anni.
I dati dell’ultimo trimestre
Cresce nel secondo trimestre dell’anno la percentuale di richieste di cessione del quinto da parte dei dipendenti pubblici, dal 47,1% al 48,7% (fonte Osservatorio PrestitiOnline.it).
La durata media richiesta è di 8 anni, con uno sbilanciamento importante della domanda per periodi di dieci anni (62,0%).
Rimane alto l’importo medio richiesto, pari a 20.000 euro, anche se in lieve flessione rispetto al periodo precedente. Alla Basilicata il record degli importi più alti, con una media di 22.026 euro.


