Nel 2019 tornano a salire le ore di cassa integrazione

Al Sud aumentano del 28,59%, al Nord-est calano del 15,32%. L’incremento maggiore in Liguria

Dopo il calo del Pil registrato nel primo trimestre 2019 annunciato dall’Istat (rispetto allo stesso periodo del 2018), anche dai dati sulla cassa integrazione arriva l’ennesimo campanello d’allarme sull’andamento economico del Paese. Nei primi 4 mesi dell’anno, infatti, le ore di cassa integrazione concesse in tutta Italia sono tornate ad aumentare. Rimaniamo lontanissimi dai livelli degli anni di crisi, quando tra il 2010 e il 2015 si superò il miliardo di ore all’anno, tuttavia può essere una spia delle difficoltà occupazionali seguite al rallentamento dell’economia.

La cassa integrazione nel 2019

Come si vede dal grafico sopra, si è passati da 81.592.130 di ore di cassa integrazione concesse nel primo quadrimestre 2019 a 91.295.843 di ore dello stesso periodo del 2018. L’aumento è concentrato nelle aree più fragili del Paese: +31,74% al Centro e +28,59% al Sud. Nelle regioni del Nord-ovest, invece, l’incremento è stato solo dello 0,38%, mentre al Nord-est c’è stato addirittura un calo (-15,32%). Tutti numeri che, uniti al monte ore lavorate in Italia e alle festività stabilite per legge, hanno un impatto indiretto sull’andamento annuo del Pil.

L’aumento maggiore di ore di cassa integrazione (quindi di aziende che ne hanno fatto ricorso) c’è stato in Liguria (+130,94%). In valori assoluti il primato spetta alla Campania, dove le ore di Cig sono quasi raddoppiate, passando da 5.916.025 a 11.495.917. Questa cifra è simile a quella della Lombardia, dove c’è una popolazione più numerosa, tanto che nel primo quadrimestre 2019 c’è stato complessivamente un calo del 11,43%. Segno meno anche per Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove si è scesi rispettivamente del 24,89% e del 24,26%.

I numeri della Cig straordinaria

Guardando più nel dettaglio scopriamo che la causa di questo aumento del ricorso alla cassa integrazione è colpa dell’incremento delle ore di Cassa integrazione Straordinaria. Quest’ultima si differenzia da quella ordinaria perché riguarda solo crisi strutturali, e non transitorie, ovvero ristrutturazioni, riconversioni, contratti di solidarietà, ecc. Ebbene, ben più di metà di tutte le ore concesse nel primo quadrimestre 2019 sono infatti di Cigs (55.995.514), in aumento del 26,31%. Percentuale che diventa un +281,15% in Liguria, +115,32% in Campania, +81,87% in Puglia, +102,04% nel Lazio. Ecco il grafico.

Cos’è accaduto? Una possibile spiegazione è una norma inserita nel decreto Genova del 2018, la quale ha reintrodotto la Cassa Integrazione Straordinaria anche per cessazione di attività, abolita con il Jobs Act nel 2016. In sostanza possono accedere per 12 mesi alla Cigs anche quelle aziende che siano cessate e che progettino un piano di cessione o reindustrializzazione. È chiaro che soprattutto nelle aree più economicamente depresse, quindi non solo quelle meridionali (al Nord anche la Liguria), si sia attivata una corsa a richiedere queste misure da parte di attività già in crisi. Resta da vedere se le prospettive di cessione aziendale che sono tra i requisiti per la concessione della Cigs siano reali o si tratta di pura assistenza, e se questo aumento registrato con il cambio di legislazione rientrerà a regime o meno.

I dati si riferiscono al: 2018-2019

Fonte: Inps

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