La macellazione è in ripresa rispetto al 2014. Il prezzo resta alto
Dispiacerà a vegani e vegetariani ma i dati sono questi: dopo anni in cui la produzione di carne ovina, in Italia è diminuita, passando dalle 62.890 tonnellate del 2004, alle 26.640 del 2014, si è verificata una parziale ripresa della macellazione di ovini: 35.440 tonnellate nel 2015. Si tratta di quasi 10mila tonnellate in più dell’anno precedente e una crescita del 33%, molto superiore alla media europea che, tra il 2014 e il 2015, ha visto una crescita della macellazione solo del 2,3%.
Quinti per carne ovina
Quest’anno l’Italia è quinta in Europa per produzione di carne ovina; i Paesi produttori più importanti sono Regno Unito (soprattutto la Scozia), Spagna, Grecia e Francia. La produzione europea copre l’88% del fabbisogno interno con l’8% che viene esportato, soprattutto in Nordafrica. Circa 212 tonnellate di carne ovina vengono invece importate da Australia e Nuova Zelanda.
Il prezzo dell’agnello resta alto
Ma il nostro Paese, secondo i dati di UnionCamere, è secondo, dopo la Spagna, per la produzione di carne di “agnello leggero” cioè del tradizionale agnellino pasquale, macellato pochi mesi dopo la nascita. E anche per prezzo: 6,40 euro al chilo all’ingrosso. Di anno in anno le proteste sui social e gli inviti alla Pasqua vegana si moltiplicano. Ma anche le ricette per preparare l’agnello con patate nei blog di cucina.
Fonte: Studio Commissione Europea su dati Eurostat
Periodo 2015-2016
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