Record storico nel 2021: 1.423.201. Il 60% all’interno della stessa provincia
I comuni italiani, soprattutto quelli di alcune regioni, sono alle prese con un incremento delle domande di persone che vogliono cambiare casa che ha pochi precedenti. Stiamo diventando come gli americani, che storicamente sono noti per la frequenza con cui cambiano casa e luogo in cui vivere? Probabilmente no, non arriveremo a quei livelli, ma un certo trend è innegabile.
Perché gli italiani stanno diventando americani
Come si vede dalla nostra infografica nel 2019 e nel 2021 in Italia sono stati rispettivamente 1.485.297 e 1.423.201 i trasferimenti interni, ovvero i movimenti di quanti si sono spostati all’interno della stessa provincia o regione o da una regione all’altra. Se escludiamo il dato del 2012, che, come spiegheremo, è anomalo, non si sono mai toccati tali valori negli ultimi decenni. Vi è inoltre ragione di credere che non solo i numeri del 2020, come è naturale, ma anche quelli del 2021 risentano ancora dell’emergenza Covid, e sarebbero stati ancora più alti in condizioni normali. In pratica nel 2021 ogni giorno 3.899 persone hanno effettuato un cambio di residenza all’interno dei confini italiani.
Il nuovo sport degli italiani: cambiare casa
I dati dell’Istat partono dal 2002, anno in cui furono 1.223.558 quanti effettuarono un cambio di residenza. Aumentarono gradualmente fino a raggiungere 1.388.747 nel 2008, anno dopo il quale scesero leggermente, rimanendo comunque più di 1,3 milioni fino al 2014, tranne che nel 2012.
Nel maggio di quell’anno, spiega il nostro Istituto di Statistica, entrò in vigore la normativa “cambio di residenza in tempo reale” che rese più celere la burocrazia necessaria per le iscrizioni in anagrafe, e infatti nei mesi immediatamente successivi ci fu un forte aumento dei trasferimenti da comune a comune. Di fatto furono smaltite più pratiche e anticipate quelle che, con le procedure precedenti, sarebbero finite nell’anno successivo. Possiamo quindi affermare che la crescita del 2019, quando per la prima volta i movimenti interni al Paese superarono 1,4 milioni, ha rappresentato una novità. Ma qual è il motivo?
Cambiare casa e trasferimenti interni
Osservando un po’ più nel dettaglio i dati dell’Istat si scopre che a crescere sono tutte le tipologie di spostamenti all’interno dell’Italia. Il 60% di essi avviene nella stessa provincia, nel 2021 854.526 in tutto, cifra superata solo da quella del 2019, 877.980. In precedenza si trovano solo numeri più bassi, in alcuni casi anche inferiori alle 800mila.
I trasferimenti verso province differenti ma all’interno della stessa regione sono stati invece 224.377 due anni fa, e hanno costituito il 15,8% di quelli totali. Anche in questo caso è evidente l’incremento rispetto ai numeri dell’ultimo decennio, così come è chiaro quello che ha interessato i cambi di residenza tra comuni di regioni diverse, 344.298 nel 2021, il 24,2% di quelli complessivi.
La crescita, insomma, è generalizzata, anche se, come è facile immaginare, non vi è equilibrio tra i luoghi di origine e di destinazione nel caso dei movimenti tra regioni diverse. Dai comuni del Mezzogiorno sono partiti in 133.020 nel 2021 per recarsi fuori regione, ma sono solo 84.007 coloro che li hanno scelti come luogo di residenza. Al contrario quelli del Nord hanno visto un flusso di uscita di 145.603 persone, a fronte di uno di entrata di 188.619.
La ripresa dei trasferimenti da Sud a Nord, però, non spiega tutto il fenomeno della crescita delle domande di cambio di residenza.

Gli stranieri effettuano un cambio di residenza molto più spesso
Molto ha a che fare con l’immigrazione. È vero, in realtà dalla metà dello scorso decennio è rimasta stabile, se non in calo, perlomeno se parliamo di quella regolare, tuttavia le statistiche sui movimenti interni risentono dell’onda lunga dei forti incrementi degli arrivi degli anni ’90 e 2000. Anno dopo anno sono cresciuti gli stranieri che cambiano luogo in cui vivere, nel 2019 è stato toccato un picco di 284.217 trasferimenti, mentre i 256.167 del 2021 rappresentano la seconda cifra più alta a livello storico, sempre escludendo l’anomalo 2012. Basti pensare che nel 2002 erano stati solo 108.611 gli immigrati che si erano spostati all’interno del Paese.
Gli stranieri regolari in Italia sono poco più di 5 milioni, vuol dire che recentemente tra il 5 e il 6% di loro ogni anno si trasferisce e cambia comune. È una percentuale molto alta, tra gli italiani a fare lo stesso è poco più del 2% del totale. La cosa, però, non dovrebbe meravigliare, gli immigrati sono mediamente molto più giovani di chi ha la cittadinanza italiana, cosa che già di per sé predispone agli spostamenti, per lavoro o per motivi affettivi. Inoltre sono meno legati al territorio in cui vivono, in cui presumibilmente risiedono da poco, hanno meno parenti e familiari e potendo contare su minori risorse e appoggi economici (per esempio da parte dei genitori) sono più disponibili a spostarsi dove vi sono migliori occasioni lavorative.
Anche tra gli italiani crescono i trasferimenti
I dati mostrano, però, che anche tra gli italiani aumenta il numero di quanti chiedono un cambio di residenza, anche se non si tratta di un incremento così vistoso come quello che si nota tra gli stranieri. Nel 2021 sono stati 1.167.034, ma nel 2019 era stata superata la cifra di 1,2 milioni. Entrambe le cifre sono superiori a quelle dei 10 anni precedenti (tranne il solito 2012).
Considerando che la popolazione invecchia, che i giovani diminuiscono, e con essi i matrimoni e le convivenze, probabilmente non sono tanto gli spostamenti per motivi affettivi a crescere. Il fatto poi che vi sia un incremento anche di quelli tra comuni della stessa provincia, e non solo di quelli da Sud a Nord, mostra che siamo davanti a un lento cambiamento che ha radici socio-economiche. Più italiani sono disposti a cambiare casa e comune per trovare lavoro o per abitare più vicino al luogo di impiego, anche se il fenomeno non è così evidente come tra gli stranieri.
Il raggiungimento di livelli record di occupazione sia appena prima che dopo il Covid è compatibile con questi dati, così come la forte ripresa dell’edilizia e della domanda di immobili, che recentemente è tornata ai livelli di 15-20 anni fa.
Firma: Gianni Balduzzi
Data: 22/03/2023
I dati si riferiscono al: 2002-2021
Fonte: Istat
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