Sussidi, basta nucleare, ora c’è l’idrogeno

Crollati i sussidi per l’atomo, crescono quelli destinati alle energie alternative

I sussidi pubblici alla ricerca e sviluppo e implementazione (cioè sussidi anche dopo l’applicazione commerciale della tecnologia) in campo energetico dell’Europa (o, meglio, i Paesi dell’Ocse che sono in Europa) sono profondamente cambiati negli ultimi 40 anni. In meglio.

I sussidi pubblici alla ricerca e sviluppo

Se, infatti, nel 1974 la stragrande maggioranza dei soldi pubblici venivano destinati ad una sola tecnologia, il nucleare, oggi la situazione è molto più diversificata. E questo è un bene, perché puntare su una sola tecnologia, soprattutto quando si parla di energia, è molto rischioso come l’esperienza ha dimostrato.

Oggi la spesa pubblica viene indirizzata in particolare verso l’efficienza energetica e le energie alternative. Vengono sussidiati ancora anche i combustibili fossili, ma c’è anche spazio sia per le tecnologie “trasversali” che per l’idrogeno.

In questo senso è interessante sapere che l’Italia sussidia le energie fossili con decine di miliardi ogni anno, come Truenumbers ha raccontato in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 1974-2013

Fonte: Iea

 

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