Gli gnomi sono tanti, ma non aumentano

Le persone che vivono di finanza sono milioni, ma dal 2000 il loro numero è stabile

Il numero di persone che lavora nel settore finanziario è notevolmente cresciuto negli ultimi 40 anni. Ma, almeno dal 2000, non aumenta. La rilevazione è dell’Ocse che è voluta andare a vedere l’andamento dell’occupazione nel settore della finanza. Come si nota dal grafico in apertura, in Giappone c’è attualmente il minor numero di persone che vivono di finanza, unico paese al di sotto della media Ocse. 

A differenza di quanto accade nel Sol Levante, nell’area dei Paesi che adottano l’euro come moneta unica il numero delle persone che risulta essere occupata nel settore finanza è leggermente superiore alla media Ocse. Una situazione diversa, di contro, nei paesi di tradizione anglosassone.

Occupati in finanza: in UK il 4%

Basta infatti guardare il grafico per comprendere quanti siano i lavoratori impegnati ogni giorno in finanza sia negli Stati Uniti d’America che nel Regno Unito. In Gran Bretagna, rileva l’Ocse, sono circa il 4% gli occupati del settore, grazie alla spinta sicuramente della City che negli ultimi decenni ha consolidato il suo potere come centro finanziario numero uno del Vecchio Continente.

Ma il record per occupati nel segmento ce l’hanno senza ombra di dubbio gli Stati uniti d’America. Tra Washington e New York, gli impiegati nel settore finanziario sono quasi il 4,5% del totale. Un numero enorme che infatti non ha eguali al mondo. Per rendere l’idea, i lavoratori che negli States si occupano di soldi toccano un livello al momento irraggiungibile per la media dei paesi Ocse e i componenti dell’area Euro. In entrambi i casi, infatti, si sfiora un impatto complessivo del settore del 3,5% sul totale. Ovvero proprio quanto valeva la stessa quota negli Stati Uniti d’America nel lontano 1970.

Pubblicato il 15 luglio 2015

I dati si riferiscono al: 1970-2010

Fonte: Ocse

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