Studio e lavoro: da noi è ancora tabù

Italiani ultimi nella classifica mondiale dei ragazzi che alternano aula e impresa

Se ne è parlato e se ne parla ancora molto, ma quando si vedono tabelle riassuntive come questa le chiacchiere lasciano il terreno allo sconforto. I ragazzi italiani tra i 16 e i 29 anni sono quelli che rispetto a tutti gli altri coetanei che abitano nei Paesi Ocse, combinano meno lo studio e il lavoro. Siamo intorno al 10% del totale dei ragazzi che studiano e che si dedicano alla alternanza scuola-lavoro.

L’alternanza scuola-lavoro

E’ la famosa mancanza di alternanza scuola-lavoro? Sì, certo: per evitare il rischio di “aziendalizzare” le scuole, si tiene l’attività pratica fuori dalle aule in modo che l’impresa e lo studio diventino due pianeti di due sistemi solari diversi quando invece le migliori pratiche internazionali dimostrano che il connubio tra teoria e pratica è decisiva per il futuro lavorativo degli studenti.

Ma l’Ocse segnala anche altro: diversamente da quanto succede ad esempio in Gran Bretagna, i ragazzi italiani non fanno lavori extra, non correlati al corso di studi, per finanziare, almeno in parte, le spese della propria istruzione. E la cosa ancora più incredibile è che, nonostante questo, i ragazzi italiani che abbandonano la scuola, in Italia, sono il 14,2%.

I dati si riferiscono al: 2012

Fonte: Ocse

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