Italia fuori dalla top 10: sono ben 12 i paesi che fanno meglio di noi
Dopo anni di crescita inarrestabile, nel 2023 l’agricoltura europea ha subìto un forte scossone. Anzi, sarebbe meglio dire che una gelata si è abbattuta sui campi europei. I dati di Eurostat dicono infatti che c’è stato un crollo della produzione dell’1,5% e che questo ha fatto scendere il valore complessivo a 537,1 miliardi di euro, interrompendo una corsa al rialzo che durava dal 2010.
Il crollo della produzione è stato causato da un calo nella quantità di prodotti agricoli raccolti e venduti, che è diminuita del 2,3% rispetto all’anno precedente tuttavia, i prezzi dei prodotti agricoli e dei servizi necessari per le attività agricole, come fertilizzanti e trasporti, sono leggermente aumentati (+0,8%). Questo aumento dei prezzi ha ridotto l’impatto negativo del calo produttivo, ma non è stato sufficiente a evitare poi una perdita complessiva.
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A pesare a fine anno sono soprattutto i numeri che fanno registrare i “grandi produttori”. Non tutti i paesi contribuiscono allo stesso modo. Francia, Germania, Italia e Spagna, i cosiddetti “quattro grandi”, da soli producono il 57,8% del valore totale dell’agricoltura europea: rispettivamente 95,8, 76,1, 73 e 65,6 miliardi di euro. Paesi Bassi, Polonia e Romania seguono con 41,5, 36,8 e 22,2 miliardi di euro. Complessivamente, questi sette paesi generano il 76,5% della produzione agricola dell’intera Unione Europea.

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Agricoltura Ue, più macchine che persone
Negli ultimi 15 anni, nei campi europei si sono sentiti più rumori di macchine che voci di lavoratori: dal 2008 al 2023, il numero di lavoratori impiegati nell’agricoltura è diminuito in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. In molti casi, la riduzione è stata drastica. In Bulgaria, ad esempio, il calo medio è stato del 7,6% all’anno. Anche in Slovacchia, Romania ed Estonia la diminuzione è stata significativa, con rispettivamente -5,5%, -4,3% e -4,1% ogni anno. Questo significa che, anno dopo anno, sempre meno persone hanno scelto di lavorare nei campi o negli allevamenti.
Questa situazione è stata causata da diversi fattori. Da un lato, l’agricoltura è diventata più moderna ed efficiente grazie alle macchine, quindi servono meno braccia. Dall’altro lato, molte persone hanno trovato lavoro in settori diversi, spesso con condizioni migliori e stipendi più alti.
Non ovunque, però, si è verificato questo calo. A Malta, ad esempio, il numero di lavoratori agricoli è aumentato in media del 2,8% all’anno. Anche in Irlanda e nei Paesi Bassi ci sono stati piccoli incrementi, con una crescita media dello 0,4% e dello 0,2% all’anno. Questi paesi rappresentano eccezioni in un panorama europeo caratterizzato da un forte abbandono della manodopera agricola.
Agricoltura Ue: ogni euro speso rende solo 71 centesimi
In Europa nel 2023 per ogni euro speso per beni e servizi utilizzati nella produzione, il settore agricolo ha generato 0,71 euro di valore aggiunto. Questo risultato è più basso rispetto al 2017, quando il valore aggiunto per ogni euro speso era stato di 0,78 euro, il livello più alto registrato fino a oggi. Tra il 2017 e il 2023, il dato è rimasto sempre sotto quel picco, tranne nel 2022, quando c’è stato un lieve recupero.
I dati si riferiscono al: 2023
Fonte: Euorostat
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