Agricoltura Ue: nel 2023 crolla la produzione, -1,5%

Italia fuori dalla top 10: sono ben 12 i paesi che fanno meglio di noi

Dopo anni di crescita inarrestabile, nel 2023 l’agricoltura europea ha subìto un forte scossone. Anzi, sarebbe meglio dire che una gelata si è abbattuta sui campi europei. I dati di Eurostat dicono infatti che c’è stato un crollo della produzione dell’1,5% e che questo ha fatto scendere il valore complessivo a 537,1 miliardi di euro, interrompendo una corsa al rialzo che durava dal 2010.

Il crollo della produzione è stato causato da un calo nella quantità di prodotti agricoli raccolti e venduti, che è diminuita del 2,3% rispetto all’anno precedente tuttavia, i prezzi dei prodotti agricoli e dei servizi necessari per le attività agricole, come fertilizzanti e trasporti, sono leggermente aumentati (+0,8%). Questo aumento dei prezzi ha ridotto l’impatto negativo del calo produttivo, ma non è stato sufficiente a evitare poi una perdita complessiva.

Agricoltura Ue, anche l’Italia soffre

L’agricoltura italiana è una di quelle che ha sofferto di più nel 2023. Da un po’ di tempo, il settore sembra camminare su un filo sempre più sottile, tra alti e bassi che ne mettono alla prova la stabilità. Nel 2023, l’indice di produzione italiana è sceso a 97,57, mentre la Francia, uno dei principali paesi agricoli d’Europa come l’Italia, ha comunque raggiunto 103,03. Come evidenziato dal grafico dinamico, nel 2023 l’Italia è stata superata da 12 paesi europei che hanno registrato indici di produzione agricola più alti. Tra queste spiccano l’Ungheria e la Slovacchia. L’indice di produzione agricola è un indice che considera la quantità di diversi prodotti agricoli prodotti e fornisce un valore aggregato che consente di confrontare l’andamento della produzione nel tempo.

Il dato del 2023 conferma un andamento altalenante per l’agricoltura italiana, che negli ultimi anni ha attraversato fasi di crescita e brusche frenate. Nel 2016, la produzione aveva toccato un picco di 103,74, ma nel 2020 è scesa a 98,86, risentendo delle difficoltà legate ai blocchi, alla crisi dei trasporti e all’aumento dei costi delle materie prime.

Agricoltura Ue, l’Ungheria è la migliore

Nel campionato europeo dell’agricoltura 2023, alcuni paesi hanno alzato la coppa della crescita, altri invece si sono leccati le ferite. In Portogallo, ad esempio, il valore della produzione agricola è aumentato del 14,6%, e l’Ungheria ha registrato un incremento dell’11,1%. Sono risultati positivi, che raccontano di raccolti abbondanti o prezzi più alti per i prodotti venduti. Ma non per tutti è andata così bene. In Lettonia ed Estonia, infatti, il valore della produzione è crollato del 20%. Se invece guardiamo ai volumi di produzione, cioè alla quantità di beni prodotti, ancora una volta menzione d’onore per l’Ungheria che ha fatto registrare la crescita più alta, con un +26%, seguita dalla Slovacchia con un +12% Molti altri paesi, però, hanno registrato diminuzioni: in Grecia il calo è stato del 16%, mentre in Estonia, Lettonia, Spagna e Svezia le perdite sono state comprese tra l’8% e il 9%.

A pesare a fine anno sono soprattutto i numeri che fanno registrare i “grandi produttori”. Non tutti i paesi contribuiscono allo stesso modo. Francia, Germania, Italia e Spagna, i cosiddetti “quattro grandi”, da soli producono il 57,8% del valore totale dell’agricoltura europea: rispettivamente 95,8, 76,1, 73 e 65,6 miliardi di euro. Paesi Bassi, Polonia e Romania seguono con 41,5, 36,8 e 22,2 miliardi di euro. Complessivamente, questi sette paesi generano il 76,5% della produzione agricola dell’intera Unione Europea.

Agricoltura UE

Agricoltura Ue, le coltivazioni fanno incassare più soldi

Quando si parla di soldi in agricoltura, le piante fanno fare sicuramente più cassa di qualunque altra cosa. Nel 2023, l’agricoltura europea ha incassato 537,1 miliardi di euro, e le coltivazioni si sono prese la fetta più grossa: 273,6 miliardi di euro, pari al 51% del totale. Tra le colture più importanti ci sono gli ortaggi, le piante da giardino e i cereali. Quasi due quinti della produzione agricola, pari al 39,9%, derivano invece da animali e prodotti di origine animale, con un valore complessivo di 214,3 miliardi di euro. I servizi legati all’agricoltura, come i lavori agricoli svolti su richiesta, hanno generato 25,4 miliardi di euro, mentre le attività non direttamente agricole, come l’agriturismo, hanno aggiunto altri 23,8 miliardi di euro. Questi ultimi insieme rappresentano il 9,2% del totale.

Agricoltura Ue, più macchine che persone

Negli ultimi 15 anni, nei campi europei si sono sentiti più rumori di macchine che voci di lavoratori: dal 2008 al 2023, il numero di lavoratori impiegati nell’agricoltura è diminuito in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. In molti casi, la riduzione è stata drastica. In Bulgaria, ad esempio, il calo medio è stato del 7,6% all’anno. Anche in Slovacchia, Romania ed Estonia la diminuzione è stata significativa, con rispettivamente -5,5%, -4,3% e -4,1% ogni anno. Questo significa che, anno dopo anno, sempre meno persone hanno scelto di lavorare nei campi o negli allevamenti.

Questa situazione è stata causata da diversi fattori. Da un lato, l’agricoltura è diventata più moderna ed efficiente grazie alle macchine, quindi servono meno braccia. Dall’altro lato, molte persone hanno trovato lavoro in settori diversi, spesso con condizioni migliori e stipendi più alti.

Non ovunque, però, si è verificato questo calo. A Malta, ad esempio, il numero di lavoratori agricoli è aumentato in media del 2,8% all’anno. Anche in Irlanda e nei Paesi Bassi ci sono stati piccoli incrementi, con una crescita media dello 0,4% e dello 0,2% all’anno. Questi paesi rappresentano eccezioni in un panorama europeo caratterizzato da un forte abbandono della manodopera agricola.

Agricoltura Ue: ogni euro speso rende solo 71 centesimi

Il sudore e i calli degli agricoltori valgono sempre meno. Nel 2023, il settore agricolo dell’Unione Europea ha generato un valore aggiunto lordo di 223,9 miliardi di euro. Ma cosa significa “valore aggiunto lordo”? Si tratta della differenza tra il valore di ciò che è stato prodotto, come raccolti e prodotti animali, e i costi sostenuti per produrli, come fertilizzanti, mangimi, macchinari e altri servizi. In pratica, è la ricchezza netta che l’agricoltura ha creato dopo aver coperto tutte le spese necessarie.

In Europa nel 2023 per ogni euro speso per beni e servizi utilizzati nella produzione, il settore agricolo ha generato 0,71 euro di valore aggiunto. Questo risultato è più basso rispetto al 2017, quando il valore aggiunto per ogni euro speso era stato di 0,78 euro, il livello più alto registrato fino a oggi. Tra il 2017 e il 2023, il dato è rimasto sempre sotto quel picco, tranne nel 2022, quando c’è stato un lieve recupero.

Nel 2023, l’agricoltura ha contribuito all’economia dell’Unione Europea con 218,1 miliardi di euro. Un valore paragonabile al Pil complessivo della Grecia nello stesso anno, a dimostrazione del peso significativo del settore agricolo nel contesto economico europeo.


I dati si riferiscono al: 2023
Fonte: Euorostat


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