Addio contadini? E’ ancora troppo presto

La (lenta) tendenza: meno coltivatori diretti e più aziende. Ma siamo ancora molto indietro

La figura del contadino è sulla via del tramonto? E’ ancora troppo presto per fare un’affermazione di questo genere, ma di sicuro qualcosa nell’agricoltura italiana sta cambiando per davvero. Sempre meno coltivatori diretti che guidano le piccole aziende e sempre più realtà imprenditoriali con dipendenti. Il trend è chiaro, ma i numeri in termini assoluti sono ancora ben lontani dall’arrivare a uno scambio delle parti.

Emblematici sono a tal proposito i dati sulla forma di conduzione aziendale: in 10 anni (2003-2013) le aziende a conduzione diretta del coltivatore (perlopiù aziende familiari) sono calate di 541.817 unità, con un taglio di circa il 28%. Esse continuano comunque a farla da padrone, rappresentando ancora nel 2013 il 92,9% del totale di quelle agricole e detenendo l’80,3% della superficie agricola utilizzata. Tuttavia, la crescita delle imprese a conduzione con salariati apre la strada a una tendenza, seppure ancora flebile, di cambiamento del settore: in 10 anni sono quasi raddoppiate, arrivando nel 2013 al 6,4% del totale.

Guardando invece a cosa è accaduto all’intero comparto negli ultimi 30 anni, si scopre che il numero delle aziende agricole è letteralmente crollato (più che dimezzato, da 3,1 milioni a 1,5), trend confermato anche nel confronto tra il 2010 e il 2013 con un calo del 9,2%.

Discorso analogo è possibile farlo per la superficie agricola utilizzata, come dimostra il grafico qui sopra.

I dati si riferiscono al: 1982-2013

Fonte: Istat

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