Tutte le Chiese che hanno incassato l’8 per mille

Alla Chiesa Cattolica più di un miliardo. Alla comunità ebraica solo 4,7 milioni. Ai valdesi 37


Il grafico mostra le scelte degli italiani riguardo all’8 per mille nelle dichiarazioni dei redditi del 2010 (barra nera), del 2011 (barra azzurra) e del 2012 (barra arancio).

La maggioranza sceglie di non scegliere

Le percentuali indicate nel grafico sono state calcolate rispetto al totale dei contribuenti che hanno effettuato una scelta. È, infatti, su questa base che viene ripartito l’8 per mille del gettito Irpef totale. Non è rappresentata la percentuale di contribuenti che non hanno scelto nessuna confessione religiosa e neppure lo Stato: nel 2010 e nel 2011 sono stati il 54%, nel 2012 il 55%.

L’8 per mille dell’Irpef di tutti, compresi quelli che non hanno firmato in nessuna casella, nel 2016, è stato in totale pari a 1.257.577.721 euro. Nel grafico, la voce “altri cristiani” accorpa una serie di confessioni che hanno raccolto percentuali minime: l’Unione Chiese cristiane avventiste del 7°giorno (0,16% nel 2012), le Assemblee di Dio (0,24%), la Chiesa Evangelica Luterana (0,25%). Dal 2012 hanno diritto all’8 per mille anche l‘Unione Cristiana Evangelica Battista (0,09%), la Chiesa Apostolica (0,05%) e l’Arcidiocesi Ortodossa (0,12%).

L’80% dell’8 per mille va alla Chiesa cattolica

Come si vede, la maggior parte dei contribuenti, tra quelli che hanno effettuato una scelta, ha devoluto il proprio 8 per mille alla Chiesa Cattolica. Tuttavia, la confessione maggioritaria ha perso due punti percentuali tra il 2010 e il 2011, passando dall’82,24% all’80,22%.

Nel 2012 la percentuale è risalita all’80,91%. L’8 per mille, ogni anno, viene distribuito sulla base delle dichiarazioni dei redditi di quattro anni prima. Per questo, in base alle scelte dei contribuenti, la Chiesa cattolica italiana ha ricevuto 1.054.130.702 euro nel 2014, più di un miliardo. Nel 2015 l’8 per mille alla Chiesa cattolica è sceso a 995.462.488 euro e nel 2016, infine, l’incasso è stato 1.018.842.766 euro.

Al secondo posto dell’8 per mille c’è lo Stato

Ai due punti percentuali persi dalla Chiesa cattolica tra il 2010 e il 2011 corrisponde un aumento dei contribuenti che hanno scelto lo Stato: nel 2010 sono stati il 13,35%, nel 2011 il 15,35% e nel 2012 il 14,1%. Questi significa che nel 2014 il Governo italiano ha gestito direttamente, per fini culturali o umanitari, 170.347.958 euro, nel 2015 oltre 25 milioni in più (in totale 195.612.564 euro) e nel 2016 ne ha avuto a disposizione 187.173.782.

Tra gli altri, solo la Chiesa Valdese supera l’1%

Al terzo posto, per importo dell’8 per mille, negli ultimi tre anni, c’è la Chiesa Evangelica Valdese. Le percentuali sono piccole: 3,23 nel 2010, 3,24% nel 2011 e 2,99% nel 2011. Gli importi corrispondenti sono 40.803.722 nel 2014, 40.284.765 nel 2015 e 37.392.222 nel 2016.
Anche le briciole dell’8 per mille, che vanno a confessioni per le quali ha firmato meno dell’1% dei contribuenti totali, valgono comunque milioni di euro. L’Unione delle comunità ebraiche italiane, con percentuali intorno allo 0,4%, ha ricevuto 5.432.074 euro nel 2014, 5.809.088 nel 2015 e 4.752.189 nel 2016.
Le confessioni cristiane che hanno ottenuto percentuali minime, hanno ricevuto nel 2016 cifre tra i 3.126.440 euro, per la Chiesa Evangelica Luterana, ai 286.757 euro, per la Chiesa Apostolica.

I dati si riferiscono al periodo 2010-2012
Fonte: Ministero delle Finanze

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