È accessibile meno di una su dieci ma il mercato potenziale europeo vale almeno 400 miliardi
Le strutture turistiche per disabili in Europa sono solo il 9% del totale. Lo afferma un recente report dell’Unione Europea che ha scandagliato le best practice continentali sul turismo accessibile. Secondo lo studio, il valore del mercato potrebbe crescere del 44% nei prossimi anni se solo venissero attuate misure in grado di rispondere al bacino d’utenza potenziale.
Le strutture turistiche per disabili
Ma quanto vale in termini economici il turismo accessibile in Europa? Gli ultimi dati fissano il suo valore a 394 miliardi di euro. Una porzione importante di mercato che però potrebbe ampliarsi facilmente con misure mirate.
La Ue ha provato infatti a conteggiare le missed opportunity. Secondo i calcoli di Bruxelles, vengono bruciati ogni anno almeno 142 miliardi di potenziale espansione. Soldi che possono essere tradotti in posti di lavoro nel turismo andati in fumo: 3,4 milioni in tutta Europa.
Riuscire a garantire alle persone disabili un più ampio accesso a tutto ciò che ruota attorno al turismo, dai luoghi veri e propri ai siti Internet specializzati, permetterebbe di migliorare la qualità delle vacanze anche dei normodotati.
Il turismo accessibile in Italia
E l’Italia, come sta? Non se la passa per niente bene in quanto a strutture turistiche per disabili. Roma, per esempio, registra risultati negativi per tutti i parametri presi in considerazione dalla Ue.
Il grafico qui sopra è una trasposizione del punteggio ottenuto dall’Italia, considerata poor dalla Ue secondo tutti i parametri del turismo accessibile. L’Italia non raggiunge la sufficienza – fair – né quando si parla di trasporto sulla lunga distanza né quando viene considerata la potenza del trasporto pubblico locale made in Italy.
Un paese che vive delle bellezze artistiche come l’Italia viene impietosamente bocciata anche quando vengono considerate le strutture turistiche vere e proprie. Il risultato è lo stesso: poor. Un record difficilmente superabile che l’Italia condivide con altri tre paesi europei: Cipro, Ungheria e Romania. Ma non è in tutti gli ambiti così: nelle scuole italiane, ad esempio i disabili hanno, oggi, vita molto più facile di qualche anno fa.
I dati si riferiscono a maggio 2018
Fonte: Commissione europea
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