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Le licenze di quelle con conducente sono 87.410. C’è legame con le violenze sessuali?

Negli ultimi quattro anni a Londra il numero delle auto private con conducente è aumentato del 75%, in controtendenza rispetto al calo dei taxi neri che viaggiano sulle strade della capitale britannica. Il grafico in apertura mostra come sia cambiata negli ultimi dodici anni la flotta di tassisti e ncc nella capitale britannica.

Quanti taxi a Londra

Nel 2005 erano 20.800 i cab londinesi e 40mila le private hire vehicles (PHV) attive sul mercato; nel 2017 il numero dei tassisti è rimasto piuttosto stabile rispetto a 12 anni prima – 21.300 licenze – e quello delle PHV è schizzato a 87.410.

Licenze dei taxi a Londra: -4%

Prima del 2012, insomma, il mercato aveva una sua certa stabilità ma da allora in poi le cose sono profondamente cambiate. Dal 2013 al 2017 il numero delle licenze dei tassisti veri e propri è calato del 4% a favore proprio delle auto a noleggio con conducente, cresciute del 75% nello stesso periodo.

A segnare il passo, suggerisce l’Institute of Economic Affaire, è stata la tecnologia. Il facile accesso ad applicazioni come ad esempio Uber ha permesso in una città sempre molto vivace come Londra di veder crescere in maniera decisa il numero delle licenze Ncc a discapito dei cab. In Italia questo fenomeno è molto più limitato, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

Taxi a Londra, passeggeri sicuri?

I minori controlli sugli autisti che mettono a disposizione le auto private per trasportare passeggeri ha sollevato negli anni preoccupazioni sulla sicurezza dei clienti. Eppure, i numeri di Londra suggeriscono che non ci sia alcuna correlazione tra la crescita di una tipologia alternativa di trasporto privato e la sicurezza dei passeggeri.

Il grafico sopra mostra proprio l’andamento delle aggressioni sessuali avvenute su questi mezzi di trasporto dal 2005 al 2015. In rosso scuro vengono mostrate le violenze sessuali: è vero che tra il 2005 e il 2015 sono aumentate, ma l’andamento è tradizionalmente volatile, con picchi registrati in anni non anomali dal punto di vista del mercato come il 2009 e il 2011.


Tutti gli altri abusi che non siano identificabili come violenza sessuale, in rosso più chiaro nel grafico, restano invece di fatto stabili tra il 2005 e il 2015 (101-108), con un picco nel 2009 quando furono registrati 112 casi.

Fonte: Institute of Economic Affair

I dati si riferiscono al 2017

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