Il 17% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni, addirittura il 3% prima dei 15
L’Iran è tornato al centro della cronaca internazionale dopo i bombardamenti lanciati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro diverse città e obiettivi strategici del Paese, nell’ambito dell’operazione militare congiunta denominata “Epic Fury” se la si racconta dal lato statunitense e “Lion’s Roar” da quello israeliano. Nelle dichiarazioni ufficiali che accompagnano l’attacco congiunto Usa-Israele contro Teheran, Washington e Tel Aviv parlano di fermare il programma nucleare iraniano e garantire la sicurezza regionale, ma richiamano anche la tutela dei civili e dei diritti umani. In questo contesto torna al centro una questione interna più volte affrontata anche alle Nazioni Unite: quella delle spose bambine.
Spose bambine in Iran
Che cosa significa “spose bambine” in Iran? Per la United Nations si parla di child marriage quando almeno uno dei coniugi ha meno di 18 anni. In Iran, però, la legge fissa l’età minima a 13 anni per le ragazze e 15 per i ragazzi, con la possibilità di autorizzare il matrimonio anche a 9 anni lunari (8 anni e 9 mesi) con il consenso del padre e il via libera di un giudice. Il Codice civile attribuisce inoltre al marito il ruolo di “capo esclusivo della famiglia” (articolo 1105), delineando un assetto giuridico che rafforza la disparità di potere all’interno del nucleo familiare.
In questo quadro si collocano anche le stime disponibili a livello internazionale. Secondo la rete internazionale Girls Not Brides, dati ripresi nel Country Policy and Information Note dell’UK Home Office — il documento con cui il governo britannico analizza la situazione del Paese ai fini delle richieste di asilo — il 17% delle ragazze in Iran si sposa prima dei 18 anni e il 3% prima dei 15. Queste percentuali si basano sui matrimoni ufficialmente registrati: il dato reale potrebbe essere più alto, poiché una parte delle unioni, soprattutto nelle aree rurali, non viene formalizzata nei registri civili.
I numeri ufficiali e il trend storico
Quanto è esteso, in termini numerici, il fenomeno delle spose bambine in Iran? I dati più recenti, diffusi dallo Statistical Centre of Iran (Sci) — l’istituto nazionale di statistica — indicano che nel 2023 la media annuale dei matrimoni registrati con spose sotto i 18 anni è stata pari a 135.000 casi, di cui circa 1.700 hanno coinvolto ragazze sotto i 13 anni.
La tabella qui sopra si basa invece sui dati della National Organization for Civil Registration (Nocr), l’ente che registra materialmente matrimoni, nascite e divorzi e da cui provengono le serie amministrative di lungo periodo. Le due fonti sono complementari: lo Sci elabora e diffonde statistiche aggregate, mentre la NOCR produce i dati di registrazione.
La serie storica mostra che nel 2013 le spose sotto i 18 anni erano 169.495, pari al 21,34% di tutti i matrimoni celebrati quell’anno; nel 2020 risultano 117.731, comunque il 21,15% del totale. Nello stesso periodo, i matrimoni con ragazze sotto i 15 anni oscillano tra il 5,19% del 2013 e il 5,64% del 2020, mentre quelli con ragazze sotto i 13 anni scendono dallo 0,33% allo 0,14%. Numeri provenienti da due canali istituzionali diversi, ma coerenti nel delineare una quota stabile di matrimoni che coinvolgono minorenni.
Divorzi e maternità minorile
I numeri non si fermano ai matrimoni. Secondo i dati del National Organization for Civil Registration, nel 2021 sono nati 69.103 bambini da madri tra i 10 e i 19 anni. Di questi, 1.474 avevano una madre tra i 10 e i 14 anni. Se si guarda alla media pluriennale, tra il 2016 e il 2022 si registrano 1.438 nascite all’anno da madri sotto i 15 anni. Significa che ogni anno oltre mille bambine diventano madri prima di aver compiuto 15 anni, con implicazioni sanitarie e sociali evidenti.
Anche i divorzi raccontano una dinamica precoce. Nel 2017 si sono registrati 1.048 divorzi che coinvolgevano ragazze sotto i 15 anni e 16.790 nella fascia 15–19 anni. A novembre 2021 i divorzi sotto i 15 anni risultavano 610, mentre quelli tra i 15 e i 19 anni erano 10.555. Sullo sfondo, il tasso generale di divorzio — secondo la testata giornalistica online indipendente IranWire — nel 2025 è pari al 39% a livello nazionale e sale al 52% a Teheran
Iran, custodia ai padri dopo i 7 anni
Dentro il matrimonio, il quadro dei diritti resta fortemente asimmetrico. L’articolo 1133 del Codice civile iraniano stabilisce che l’uomo può divorziare quando lo desidera, senza dover motivare la decisione. Per le donne le condizioni sono più restrittive e passano dal giudice. Anche sul fronte della custodia dei figli la legge è chiara: la madre mantiene la custodia fino ai 7 anni di età del bambino, dopo di che prevale il padre, salvo eccezioni.
Sul piano penale, il sistema non riconosce lo stupro coniugale come reato autonomo: il rapporto sessuale all’interno del matrimonio è considerato consensuale per definizione. Inoltre, in diverse fattispecie giudiziarie, la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo, elemento che incide concretamente sull’accesso alla giustizia. Sono disposizioni che, sommate alle soglie di età per il matrimonio, definiscono l’architettura giuridica entro cui si muove il fenomeno delle spose bambine in Iran.
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Fonte: National Organization for Civil Registration, UK Home Office, Statistical Centre of Iran
I dati sono aggiornati al 2023