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A pagare soprattutto società di consulenza e servizi. Nel 14% dei casi sono marchi stranieri

Le società di consulenza e servizi contano il maggior numero di sponsorizzazioni nel calcio italiano. È quanto emerge dalla lettura del Report Calcio 2018 firmato dalla Figc. Il 12% dei contratti di sponsorizzazione nel calcio, tra squadre di Serie A, Serie B e Lega Pro, sono stati sottoscritti da aziende che si occupano di consulenza e servizi. Al secondo posto, con il 9% dei contratti, ci sono le società del settore alimentare.

Le sponsorizzazioni nel calcio

Il grafico in apertura mostra i settori industriali più attivi nelle sponsorizzazioni del calcio italiano, in ciascuno delle tre serie del calcio professionistico: A, B e Lega Pro. Anche se si prendono i dati ella sola Serie A, le società di consulenza e servizi restano sempre in testa alla classifica degli sponsor: hanno il 12% dei contratti e sono seguite, esattamente come per il dato complessivo, dalle società dell’alimentare: 9%. Al terzo posto tra le sponsorship della Serie A ci sono, con il 7% dei contratti sottoscritti, diversi settori a pari merito: abbigliamento, automotive, bevande, healthcare e media.

In Serie B guida sempre la consulenza (sempre con il 12%) seguita dall’alimentare (9%) e dall’accoppiata automotive e healthcare che inseguono con l’8%. In Lega Pro si conferma consulenza-servizi il settore più attivo con il 12%, seguito dall’alimentare al 9% e poi automotive e healthcare all’7%.

Per ricavi Serie A imbattibile

Se le percentuali sono tutte molto simili, per la distribuzione dei ricavi non ci sono paragoni: stravince la Serie A. Il massimo campionato italiano può contare su un minor numero di accordi sottoscritti – solo 681 contro i 1.167 della B – ma risulta essere decisamente di più cara per i brand.

Secondo i dati del Report Calcio 2018, nella stagione 2016-2017 i ricavi da sponsorizzazione e attività commerciali per la Serie A sono stati 477,7 milioni, in Serie B invece ci si è letteralmente inchiodati a 47,4 milioni in totale. Soldi che servono alle società per alimentare un altro business più “discreto”: quello dei procuratori sportivi, di cui Truenumbers ha parlato in questo articolo.

Il motivo è ovvio: la Serie A ha una visibilità maggiore che spinge le aziende ad investire più risorse per apparire su maglie e tabelloni magari nelle sale delle conferenza stampa. Anche per questo in Serie A l’impatto dei marchi stranieri è significativo: il 14% di tutte le sponsorizzazioni nel calcio fanno capo a società estere. Decisamente più di quanti stranieri abbiano sottoscritto contratti in Serie B o Lega Pro: 3% e 2%.

I dati si riferiscono al: stagione 2016-2017

Fonte: Report Calcio 2018

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