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La media europea è del 7% dei consumi, per un costo totale di 600 miliardi: il 3,8% del Pil

I più spendaccioni sono gli irlandesi e gli spagnoli, che nel 2018 hanno sborsato rispettivamente il 14,4% e il 13% delle loro spese totali per mangiar fuori. Al terzo posto c’è Malta, che ha speso il 12,6%, seguita da Grecia (12,4%), Austria (10,8%), Portogallo (9,2%), Cipro (9,1%), e infine Italia (7,8%). Gli inglesi spendono leggermente meno di noi per mangiare al ristorante: circa il 7,7% dei loro consumi totali. I più risparmiatori sono i lituani (3,4%), i polacchi (3%) e i rumeni (1,9%), come si può vedere nel grafico qui sopra. Anche i tedeschi spendono poco in ristoranti, catering, bar e cantine (4,3%). La media europea è del 7%.

Le spese per i ristoranti

Nel 2018 gli italiani hanno speso 75,1 miliardi di euro in quelli che cono definiti “servizi catering”, o più genericamente nel “mangiar fuori“. Il dato è in crescita rispetto al 2006, quando i consumi erano pari a 69,2 miliardi di euro. In questi anni la cifra minima si è registrata nel 2013: allora le spese per i ristoranti erano scese a 69,1 miliardi, come si può vedere nel grafico qui in basso.

Nel 2017 c’è stato un balzo in avanti rispetto all’anno precedente, infatti gli italiani per mangiar fuori hanno speso 74,7 miliardi di euro (nel 2016 il dato era fermo a 72,1). Nel 2018 quindi si è registrata una nuova crescita rispetto all’anno precedente.

Quanto costa mangiare fuori

Durante la settimana, il 45,5% degli italiani spende tra i 5 e i 10 euro a pasto per pranzare fuori. Il 28,8% sborsa una cifra leggermente più alta, compresa tra i 10 e i 20 euro, mentre il 13% riesce a spendere meno di 5 euro a pasto. Infine, l’8,7% investe tra i 20 e i 30 euro per una pausa pranzo, mentre il 2,5% arriva a spendere più di 30 euro. Invece, per quanto riguarda la cena fuori, nel 2019 il 42,8% degli italiani ha speso 10-20 euro e il 38,4% una cifra compresa fra i 20 e i 30 euro, sempre per una singola cena. Scendono sensibilmente gli opposti: solo l’8,1% sborsa meno di 10 euro e la stessa percentuale riguarda chi spende tra i 30 e i 50 euro. I più privilegiati si possono permettere di spendere più di 50 euro, ma sono solo il 2,7%.

I dati si riferiscono al: 2006-2018

Fonte: Eurostat

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