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Ora è di 1.202,92 euro netti e va in maggioranza alle donne (58,3%). Vogliono 100 euro in più

Nel 2018 i dipendenti francesi che hanno ricevuto il salario minimo sono stati 1 milione e 980mila, cioè l’11,5% di tutti i lavoratori del settore privato. In maggioranza si tratta di donne: da sole costituiscono il 58,3% del totale di beneficiari. A quanto ammonta questo stipendio? Attualmente a 1.202,92 euro netti, ma le proteste dei gilet gialli potrebbero portare a un ulteriore aumento.

Il salario minimo in Francia

Come si vede nella tabella qui sopra, la maggior parte dei lavoratori che riceve il salario minimo, cioè oltre un milione, è assunto in aziende con più di 10 dipendenti, mentre 830mila sono impiegati in piccole e micro-imprese. Se si guarda alla proporzione fra i beneficiari del salario e il totale dell’organico, però, lo scenario si ribalta. Nelle grandi aziende (quelle con più di 500 dipendenti) lo riceve soltanto 1 su 20. Chi invece lavora in un’impresa con un solo dipendente e prende il salario minimo rappresenta il 34,4% del totale. Numeri che non stupiscono, perché è nelle attività più piccole che normalmente c’è minore produttività e i salari rimangono bassi.

Salario minimo, va soprattutto alle donne

Nel complesso sono soprattutto le donne a ricevere il salario minimo. Da sole costituiscono il 58,3% del totale dei beneficiari. Una percentuale che cresce al 65% tra coloro che lavorano in aziende tra i 250 e i 500 dipendenti. Gli uomini superano le donne solo in un caso: nelle imprese con 5-10 lavoratori (qui le quote rosa si fermano al 48,5%).

Perché questo divario? Si tratta di un salario che sembra disegnato su misura per chi tradizionalmente lavora mezza giornata. Lo riceve, infatti, quasi un lavoratore part-time su quattro. Rapporto che arriva al 43,8% nelle aziende più piccole, quelle con un solo dipendente.

Fra i lavoratori a tempo pieno (35 ore), invece, a godere del salario minimo sono complessivamente in pochi: l’8,1%. Tutti gli altri guadagnano di più. Solo nel caso delle imprese con 2 dipendenti i beneficiari del salario minimo raggiungono il 27,5% del totale.

La protesta dei gilet gialli

Perché è così importante questa misura? Negli ultimi mesi è stata al centro delle rivendicazioni dei gilet gialli in Francia, affinché sia aumentato a 1.300 euro netti al mese. Attualmente, infatti, ammonta a 1521,22 euro lordi al mese, cioè 1202,92 netti; una cifra che è stata raggiunta grazie all’incremento dell’1,5% introdotto nel 2019 (la paga oraria minima stabilita dallo Stato è passata da 9,88 euro a 10,03).

Ma per i gilet gialli non basta: il loro obiettivo è aumentare l’importo netto di 100 euro totali. Una richiesta che è stata in parte accolta dal presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso a dicembre. L’incremento, però, non si realizzerà alzando ulteriormente la paga oraria, bensì attraverso un rafforzamento della “prime d’activitè”; si tratta di un bonus occupazionale (introdotto dal 2015 in sostituzione di altri sussidi pre-esistenti) che permette di far salire lo stipendio fino a 1,33 volte il salario minimo (dal 2019 1,5 volte).

In media, quindi, oltre al minimo si ricevono 155 euro al mese da parte dello Stato. Un contributo che aumenta se si lavora part-time o se si hanno figli a carico. Con la decisione di Macron, il massimale della “prime d’activitè” è stato accresciuto di 90 euro, che, aggiunti a quelli già spettanti per l’aumento programmato del salario minimo, permetteranno di raggiungere la soglia di 100 euro richiesta dai gilet gialli.

Il salario massimo e la lotta all’austerity

Non è chiaro se questo fermerà le tensioni in Francia. Le rivendicazioni del neonato movimento di protesta, infatti, riguardano anche il salario massimo. La loro richiesta è di fissare un tetto alla soglia simbolica di 15mila euro netti al mese. Secondo le statistiche dell’Insee, l’Istat d’oltralpe, i francesi che guadagnano più di 8.850 euro al mese sono solo l’1%. Di questi, meno della metà arrivano a 15mila euro con il solo stipendio. Ma la loro ricchezza è ulteriormente ampliata da altri introiti che niente hanno a che fare con il salario mensile.

In generale le proteste dei gilet gialli sono rivolte a quelle politiche di austerità che in Francia (e soprattutto in altri Paesi) hanno condizionato la vita economica degli ultimi anni. Basti pensare che nel 2003, 2004 e 2005 gli aumenti annuali del salario minimo erano stati sempre superiori al 5%, mentre negli ultimi 6 anni non sono andati oltre l’1%, rimanendo sotto questa soglia per ben tre volte. Non è un caso, quindi, che anche in Francia il deficit previsto per quest’anno non si ridurrà come previsto, e con esso neanche il debito. Ma questa è un’altra storia.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonti: Insee, Ministero del lavoro francese

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