I Paesi d’origine? Afghanistan, Sudan e Somalia. Ma i rientri sono dimezzati
Il grafico mostra il numero di profughi rientrati in patria negli anni dal 2010 al 2015
Negli ultimi due anni pochissimi rimpatri volontari
Nel 2015 solo 201.400 profughi sono riusciti a tornare nei Paesi d’origine, dai quali erano fuggiti a causa di guerre e persecuzioni. La maggior parte degli ex profughi è tornata in Afghanistan (61.400), in Sudan (39.500) in Somalia (32.300) e nella Repubblica Centrafricana. Il 2014 è stato l’anno peggiore. Un numero così basso non si vedeva del 1983. Solo 126.800 persone sono riuscite a tornare a casa propria, cioè nella Repubblica Popolare del Congo (25.200), nel Mali (21.000), in Afghanistan (17.800), in Angola (14.300), in Sudan (13.100), nella Costa d’Avorio (12.400, in Iraq (10.900) e in Rwanda (5.800).

Erano stati ospitati soprattutto in altri Paesi del Terzo Mondo, come la Repubblica Democratica del Congo (19.000) , il Chad (13.100), il Pakistan (13.000), la Liberia (12.200), la Repubblica Popolare del Congo (10.300), il Burkina Faso (7.700), e la Repubblica Centrafricana (7.200).
Nel 2012 e nel 2013 ne sono rientrati il doppio
Nel 2013, sono tornati a casa 414.600 profughi. Quasi 150 mila (140.800) provenivano dalla Siria, si erano illusi che la guerra stesse finendo e, in gran parte, sono stati costretti a fuggire di nuovo. Altri 68.400 sono rientrati nella Repubblica Democratica del Congo e 60.900 in Iraq. Nel 2012 i rimpatri volontari sono stati 525.000. Si è trattato soprattutto di profughi afghani, iracheni e della Costa D’Avorio. Nel 2011, il numero di rimpatri è stato poco più alto (532.000).
Perché calano i rimpatri volontari
Negli ultimi 20 anni circa 18.200.000 persone sono riuscite a tornare a casa propria. Il numero più alto di rimpatri volontari è stato registrato nel 2002, quando 2.400.000 profughi sono rientrati nel proprio Paese d’origine. Nel periodo 1995-2005 ci sono stati 13.000.000 di rimpatri volontari, nell’ultimo decennio solo 5.200.000, meno della metà. Questo significa che ci sono più conflitti che durano a lungo e più persone che non possono tornare nella propria patria.
I dati si riferiscono al periodo 1995-2015
Fonte: UNHCR
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